FINCANTIERI: salvaguardate impresa e occupazione

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FINCANTIERI

COMUNICATO

  Il 30 e 31 luglio si sono incontrati i Coordinamenti nazionali di FIM FIOM UILM e Fincantieri per l’analisi dei carichi di lavoro e per la definizione della proroga della CIGS sino al 18 agosto 2015. La situazione ci consegna un mercato in leggera ma lenta ripresa ma contestualmente una eccesiva capacità produttiva che si traduce in una presenza di cantieri (almeno in Europa) non saturabili dalle attività richieste dal mercato, con ripercussioni sia in Francia che in Finlandia. Le richieste degli armatori vanno sempre più verso navi più grandi ed a più intenso contenuto tecnologico. Nel settore della CROCIERA, la crescita è pari al 4% e una serie di nuove e più stringenti normative e regolamenti sulla sicurezza aggiunte alla sempre più spinta ricerca di migliori prestazioni e minori consumi, garantiscono opportunità di sviluppo tecnico e tecnologico oltre che nuovi confini per le attività della cantieristica italiana. In questo settore Fincantieri è riuscita ad acquisire la quasi totalità delle navi sul mercato ed ha un portafoglio ordini estremamente consistente. La tendenza che va tenuta in particolare considerazione riguarda proprio il progressivo incremento del tonnellaggio e della dimensione delle navi richieste: attualmente le capacità dimensionali dei cantieri italiani è quasi al limite. Sul mercato dei TRAGHETTI si registra un stallo negli ordinativi ma l’obsolescenza delle flotte (non solo italiane) e la necessità di miglioramenti sia nell’efficienza che nell’insieme del naviglio, oltre che per i vincoli di adeguamento alle nuove normative, fanno pensare ad importanti opportunità future. Il settore MILITARE ad oggi offre opportunità nel mercato domestico nazionale italiano che con la Legge Navale ha stanziato una prima tranche pari a oltre 5,5 mld€ per l’ammodernamento della Flotta della nostra Marina Militare con soluzioni navali e altrettanto importanti soluzioni tecnologiche all’avanguardia che potranno consentire di offrire alle marine militari di altri paesi esteri i nostri prodotti. Oggi le attività sono rivolte alla definizione delle configurazioni del naviglio e alla definizione del calendario e del mix per la produzione delle prime navi. Anche il settore dei MEGAYACHT sta garantendo importanti opportunità che si potrebbero cogliere a breve così come il settore delle TRASFORMAZIONI/RIPARAZIONI che potrebbe beneficiare delle sempre maggiori necessità di adeguamento ambientale, sulle emissioni sulla propulsione oltre che sui miglioramenti delle offerte di bordo. A fianco a questi l’OFF SHORE ha forti potenzialità di crescita a partire però sia dalla necessità di infrastrutture che dalla generazione delle competenze necessarie ad operare per impianti più complessi. ISOTTA FRASCHINI continua ad avere la necessità di intervenire nella sua situazione ancora indefinita ma riguardo a questo sono in atto importanti azioni per verificare sinergie anche con VARD sulla fornitura dei motori diesel di emergenza oltre a vedere l’azienda impegnata con un team composto anche da tecnici Fincantieri per migliorare il progetto industriale anche attraverso l’opportunità di costituire joint venture con altre importanti aziende. I carichi di lavoro in profondità sono buoni per tutti i cantieri e in tutti i settori e sono stati migliorati dalla recente acquisizione della nuova nave e gli investimenti correnti dell’azienda sono confermati in 60/80 mln€ anche per il 2014. L’azienda ha confermato il proprio interesse anche sui progetti che però ormai da anni sono fermi per la mancanza di capacità e volontà di scelta delle amministrazioni locali siciliana (nuovo bacino da 80mila tons), ligure (ribaltamento a mare di Sestri) oltre che ministeriale (adeguamento e sviluppo del sito di Castellammare). Tra le scelte strategiche dell’azienda è stata confermata la volontà di internalizzare competenze strategiche oggi comprate dal mercato per dare maggiore solidità e proprietà di know how all’azienda.   Questo scenario ci ha portato ad affrontare con una minor tensione la proroga della CIGS per il 4° anno.   Il piano di gestione della Cassa Integrazione prevede la definizione di numeri massimi applicabili per singolo stabilimento calcolati con la massima prudenza e precauzione in relazione alla tempistica di industrializzazione delle varie attività, tenendo conto di alcuni rischi di slittamento su attività già assunte per motivi esterni all’azienda e considerando il processo di uscita in mobilità con particolare attenzione per coloro che possono accedere ai trattamenti pensionistici ante-Fornero. La nostra attenzione rimarrà alta perché restano ancora importanti questioni su cui intervenire: dalla gestione corretta della Cassa Integrazione a quella degli appalti, dal potenziamento strutturale ed operativo di alcuni cantieri agli investimenti indifferibili in altri.   Con quest’ultimo accordo si conclude un ciclo importante. L’accordo del 21 dicembre del 2011 unita alla responsabilità assunta da chi lo ha sottoscritto e non le chiacchere, ha consentito di passare da tre cantieri chiusi e 3670 licenziamenti, alla situazione di oggi. Senza quell’accordo, interi territori sarebbero stati brutalizzati da chiusure e migliaia di famiglie non avrebbero probabilmente di che vivere. Oggi invece ci troviamo di fronte ad un’azienda riorganizzata, sana, con importanti carichi di lavoro, mondializzata sia nella presenza che nei mercati, leader mondiale e unica presente in tutti i settori del navale, sostenuta anche dall’entrata in borsa. Ma la FIM si intesta questi importanti risultati perché è stata primaria protagonista soprattutto nei momenti delle scelte difficili. La FIM ha investito sin dall’inizio sulla possibilità che la cantieristica italiana potesse vincere la crisi e la sfida internazionale e lo ha fatto sino ad oggi che possiamo dichiarare chiusa questa lunga pericolosa parentesi. Vogliamo ricordare che tutti i lavoratori che hanno potuto beneficiare del pensionamento con le leggi ante-Fornero o decidendo di non opporsi all’uscita, tutti coloro che, seppur dopo difficili momenti di Cassa Integrazione, hanno potuto ritornare a lavorare nei loro stabilimenti e continuare a farlo in tutti gli 8 stabilimenti del gruppo, lo devono solo al senso di responsabilità di FIM e UILM che hanno firmato l‘accordo del 2011.   Ricordiamo questo ai lavoratori perché parte di chi oggi sottoscrive questo importante accordo, non solo non lo ha condiviso dall’inizio ma lo ha osteggiato, criticando – anche con modalità violente – i dirigenti e gli iscritti alla nostra organizzazione.   Lo ricordiamo perché molti se ne sono dimenticati: è troppo facile, ora, salire sul carro di un successo industriale ed occupazionale come questo, con la faccia tosta di chi fa finta non sia successo nulla auspicando l’oblio sulle scelte sbagliate che ha assunto e sulle azioni altrettanto sbagliate conseguite.   Differentemente da chi cerca la gloria e la ribalta pubblica, la FIM cerca ogni giorno di tutelare e rappresentare i lavoratori e il lavoro con tutto il peso delle responsabilità che ne conseguono, senza false promesse o proponendo demagogiche soluzioni.   Per questo è la FIM Nazionale a ringraziare tutti i dirigenti sindacali, i delegati, gli iscritti alla FIM e i lavoratori Fincantieri che hanno capito e ci hanno creduto, consentendo di salvaguardare l’impresa e occupazione: grazie di cuore ad ognuno di voi.   Roma, 1 agosto 2014 FIM CISL NAZIONALE Coordinamento Naz.le FIM FINCANTIERI