Furlan: “La politica deve svegliarsi”

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Lavoro
Furlan: “La politica deve svegliarsi. La Cisl pronta al confronto con Renzi su sviluppo, investimenti, lotta alla precarietà”

Dal palco della manifestazione dei metalmeccanici della Cisl davanti a Montecitorio un chiaro messaggio al premier Renzi: “La priorità non è l’art. 18 – sottolinea il Segretario generale aggiunto della Cisl. Annamaria Furlan – ma il lavoro, che non si crea con le regole piuttosto incentivando sviluppo, lotta alla corruzione e investimenti per i giovani”.

Roma, 30 settembre 2014. “Presidente, siamo pronti. Ci convochi subito, abbiamo tante idee da mettere in campo”. E’ il messaggio lanciato dal Segretario generale aggiunto della Cisl, Annamaria Furlan, al premier Renzi, dal palco della manifestazione organizzata dalla Fim-Cisl davanti a Montecitorio insieme a centinaia di delegati, lavoratori, cassaintegrati, delle aziende in crisi dell’industria metalmeccanica del Paese. “Come si puo’ essere competitivi senza qualità nel lavoro e senza attenzione per lo sviluppo – ha sottolineato -. Noi di coraggio ne abbiamo tanto e dimostriamo di saper stare nel cuore del Paese. La precarieta’ ha messo in ginocchio un’intera popolazione, ci chiediamo quali siano i piani del governo: quale sviluppo, quali infrastrutture e quali investimenti per rilanciare il Paese?”.

“La Cisl valuta “molto bene” l’apertura al dialogo con i sindacati del presidente del Consiglio Matteo Renzi, è sempre positiva la riapertura del dialogo” prosegue Furlan “il lavoro però non si fa con le regole ma incentivando lo sviluppo, la lotta alla corruzione e gli investimenti per i giovani”. “Per la Cisl è importante sapere se questa nuova forma contrattuale a tutele crescenti, azzeri finalmente il precariato. Spesso i giovani sono senza tutele. È di questo che vogliamo discutere con il premier”.

“Secondo l’accordo con le rappresentanze sindacali, abbiamo confermato le nostre manifestazioni sulle piazze, in mezzo a lavoratori, giovani e pensionati, per dire come la pensiamo. La priorità non è l’articolo 18, ma il lavoro. Ma prima di proclamare uno sciopero generale siamo intenzionati a capire se questa nuova forma contrattuale a tutele crescenti mette fine alla precarietà dilagante che tante altre forme di lavoro hanno portato”.

“In questi anni, ricorda Furlan, abbiamo avuto una linea chiara basata su dialogo e impegno sul lavoro e produttività. La linea continua ad essere quella. La porteremo avanti con apertura per i giovani”.