Tk-Ast, in piazza 30 mila «cuori d’acciaio»

chiusi per sciopero

Fim-Cisl in piazza a manifestazione Ast Terni: stop taglio salari

“Piano Thyssen ambiguo e inaccettabile” (ASCA) – Roma, 17 ott 2014 – Competitivita’, produzione e salario, sono i temi che hanno caratterizzato l’intervento del segretario generale della Fim-Cisl, Giuseppe Farina, oggi a Terni per la manifestazione in difesa delle acciaierie. Farina ha ripetuto “basta dire che per salvare il lavoro bisogna tagliare i salari. Con operai precari e malpagati non si puo’ avere un’industria competitiva e la Tsk lo e’ e rappresenta per Terni cultura e identita’”. Parlando poi del cammino della vertenza, il segretario della Fim ha parlato di “trattativa difficile, inquinata dall’arroganza della Tsk e dall’inefficacia di un Governo, pur volenteroso. Il piano industriale proposto – ha aggiunto – e’ ambiguo e inaccettabile. Non si possono chiedere sacrifici ai lavoratori senza dire loro che questo servira’ a salvare il lavoro”.
AST: FARINA (FIM), TRATTATIVA SBAGLIATA, GOVERNO DEVE FARE DI PIU’

Terni, 17 ott. (Adnkronos) – “E’ stata una trattativa sbagliata, con una controparte rigida e spigolosa e un governo volenteroso ma inefficace, è un’infamia questa trattativa così impostata. Non si può chiedere sacrifici ai lavoratori senza dire loro che questo servirà a salvare il lavoro”. Lo ha detto il segretario della Fim Cisl Giuseppe Farina dal palco in cui i sindacalisti stanno parlando ai manifestanti che sono scesi in strada per salvare le acciaierie di Terni.

“E poi – ha aggiunto – basta che per salvare il lavoro bisogna  tagliare i salari. Non si può avere un’industria competitiva con operai precari e malpagati”. Inoltre, per Farina, “il Governo deve fare di più, non deve fare il mediatore”.

Ast: Farina (Cisl), governo deve fare di piu’

(AGI) – Terni, 17 ott. – “Il governo italiano per l’Ast deve fare di piu’, non limitarsi solo ad una mediazione sindacale, ma deve intervenire su Thyssen e governo tedesco”. Lo ha detto il segretario generale della Fim Cisl, Giuseppe Farina, intervenendo al termine della manifestazione per le acciaierie di Terni.
Secondo Farina “e’ stata una trattativa difficile e il piano industriale presentato dall’azienda e’ ambiguo e inaccettabile. Una trattativa impostata cosi’ e’ un’infamia”. “Basta – ha aggiunto farina – con la storia che per salvare il lavoro si devono tagliare i salari, non e’ vero. Sono i lavoratori la vera ricchezza di questa azienda”.
Rivolgendosi al governo, il segretario della Fim ha sottolineato come “solo dal rilancio dell’industria puo’ ripartire l’Italia, senza investimenti e politica industriale non si riparte”. Farina ha poi affermato come “noi sindacati faremo la nostra parte. Lunedi’ – ha annunciato – saremo a Francoforte dove abbiamo chiesto un incontro con il sindacato tedesco e rappresenta ti dell’azienda. Chiederemo una presa di posizione al sindacato tedesco sulla situazione di Terni”. Infine, rivolgendosi agli operai ha invitato tutti a “non trasformare la vertenza in un caso di ordine pubblico: teniamo la testa sulle spalle e restiamo uniti, solo cosi’ . Ha concluso – ce la possiamo fare”. (AGI)

Ast: Farina, governo deve fare molto di più

(ANSA) – TERNI, 17 OTT – “Al governo dico che deve fare di più, molto di più” dice dal palco della manifestazione di Terni il leader della Fim-Cisl, Giuseppe Farina: “Il governo non può solo mediare, solo invitare le parti al dialogo. Deve intervenire su Thyssen e sul governo tedesco”.    Il confronto fino ad ora, dice Farina, è stato viziato “da
un’impostazione sbagliata, un comportamento arrogante della Thyssen, una controparte rigida e spigolosa ed un governo volenteroso ma inefficace”.    Per il leader dei metalmeccanici Cisl “è un’infamia una trattativa così impostata: non si possono chiedere sacrifici ai lavoratori se non servono a salvare impianti e posti di lavoro.
Basta con la storia che per salvare il lavoro bisogna tagliare i salari. Caro governo, caro Renzi, non si può avere un’industria competitiva con operai malpagati. E non sono certo le retribuzioni a pesare sullo stabilimento di Terni: i salari italiani sono i più bassi d’Europa”. (ANSA).