Bentivogli: “Spazio agli invisibili”

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FIM: BENTIVOGLI, SPAZIO AGLI ‘INVISIBILI’ E BASTA LITURGIE SINDACATI
Fiom difende solo il proprio establishment e per lavoratori solo gloriose sconfitte

Roma, 13 nov.(AdnKronos) – Più spazio ai “lavoratori invisibili” e basta con le liturgie del sindacato, Fiom compresa. Vuole essere una “svolta radicale”, e non solo generazionale, quella che Marco Bentivogli, nuovo segretario generale delle tute blu della Cisl, intende imprimere alla Fim nel periodo più;difficile della storia del sindacato. “Una svolta che si traduce anche in una strategia diversa: ci sono troppi lavoratori invisibili, senza contratto e alcuna protezione sociale, a cui dare cittadinanza politica, organizzativa e contrattuale. Bisogna per questo cambiare anche forme, riti e liturgie sindacali che hanno prodotto solo lentezza”, spiega all’Adnkronos.

Liturgie come quelle che domani metterà in campo la Fiom con il suo sciopero generale e la manifestazione a Milano.

“Quando un sindacato si mobilita si rispetta, ma allo stesso tempo quello di domani è uno sciopero che sta dentro questa ritualità di uno scontro tra le parti da cui emerge solo l’estrema difesa dell’establishment sindacale. Con gli scioperi della Fiom e della Cgil, il premier Renzi stravince; il sindacato deve allargare i propri orizzonti ma insieme alla protesta deve avanzare anche una proposta senza condannare i lavoratori a nobili e gloriose sconfitte”, commenta.

L’unità sindacale, dunque, alla luce di tutto questo resta per Bentivogli, “un orizzonte strategico ma ora più lontano”. Troppa, dice ancora, “la commistione tra sindacato e politica, troppi regolamenti di conti in corso a sinistra, per convergere con la Cgil”. E sull’art. 18 spiega: “è una tutela importante ma in questo momento è usata come un’arma di distrazione di massa perchè nel Jobs Act ci sono aspetti importanti. Le cose inutili si devono correggere discutendo, senza
concertare, ma confrontandosi, e questo Renzi finirà con il comprenderlo”, conclude.

Bentivogli, 44 anni, nato a Conegliano Veneto (Treviso), nella Fim-Cisl dal 1994, lancia la
sfida ed il cambiamento del “sindacato 2.0”, come lo ha subito ribattezzato. “Serve un salto culturale, di profilo politico e organizzativo nelle vicende del’attualità e nel recupero di una
visione del futuro, quello che io chiamo il sindacato 2.0”, ha infatti detto nell’intervento al Consiglio generale dopo l’elezione. Sindacalista ma ‘allergico’ alle ritualità e al sindacalese: “Serve un sindacato che abbia il coraggio di abbandonare le forme e i tempi della ritualità”, ha affermato.
Bisogna “proseguire con forza sulla via del rinnovamento” e affrontare “le sfide che abbiamo davanti” anche “inedite”, portando avanti la “nostra strategia contrattuale”: “Siamo un
sindacato che non teme la contrattazione, mentre accanto a noi abbiamo un sindacato che la teme. Ma chi contratta è più impegnativo per la controparte. I ‘signor sì’ e i ‘signor no’
lasciano agire indisturbata la controparte”, ha affermato ancoraBentivogli, riferendosi, pur senza citarla, alla Fiom-Cgil. E nel rapporto con il governo, ha aggiunto: “La protesta senza
proposta non ci interessa”. All’interno del sindacato si prepara invece a portare avanti la creazione di una nuova e unica categoria dell’industria, con l’accorpamento di Fim e Femca
(Energia, tessile e chimica) che nella primavera prossima riunirà 350mila iscritti.