Al via la settimana di mobilitazione della CISL

_DSC4268

Al via con lo sciopero del pubblico impiego la settimana di mobilitazione della Cisl
Furlan: “La legge di stabilità si può ancora cambiare”

 

Dal presidio di Piazza Montecitorio, la leader della Cisl, Annamaria Furlan, ha ricordato che la mobilitazione della Cisl proseguirà con le tre manifestazioni nazionali che si terranno il due dicembre alla Leopolda di Firenze, il tre dicembre a Napoli e il quattro dicembre a Milano. Obiettivo sollecitare modifiche a Jobs Act e legge di stabilità, per una vera svolta nella politica economica del Paese.

‘Con la CISL, per cambiare la legge di stabilità e la politica economica del Governo’ lo spot video delle manifestazioni

 

Roma, 1° Dicembre 2014 – “Sono sei anni che questi lavoratori non vedono il rinnovo del loro contratto, hanno perso dai due ai quattromila euro, che sono davvero tanti. Come si fa a pensare che gli 80 euro possano sostituire il contratto dei dipendenti pubblici? E come si fa ad immaginare una riforma senza la partecipazione di chi ci lavora? I Paesi europei che sono già usciti dalla crisi sono quelli che hanno finanziato la ricerca, la scuola, l’università e hanno migliorato la qualità del servizio pubblico. Noi invece siamo all’anno zero delle riforme”. Così la leader della Cisl, Annamaria Furlan, in piazza Montecitorio per lo sciopero delle categorie del Pubblico impiego, ricorda l’obiettivo della protesta dei dipendenti pubblici e della scuola. “Con questa giornata vogliamo obbligare il governo a riaprire il tavolo contrattuale“, ha aggiunto, “con una lotta seria all’evasione e alla corruzione e con i tagli agli sprechi nella P.a. si possono trovare le risorse per il rinnovo del contratto”. E a Matteo Renzi in un tweet: “Non basta andare on-line,devi ascoltare chi opera con dedizione e professionalità nei settori pubblici”.

“La nostra è una battaglia di giustizia sociale e per i diritti dei lavoratori. La pubblica amministrazione è quella alla quale il Paese si affida per l’educazione, la salute e per i servizi che garantiscono qualità della vita. Non è possibile né accettabile che chi governa l’Italia, che ha perso posti di lavoro e produzione industriale, ancora oggi non si renda conto che la scuola la ricerca, la sicurezza e la pubblica amministrazione sono indispensabili per far ripartire il Paese. Serve – incalza dal palco – garantire la qualità dei servizi”.

“Con lo sciopero di oggi prende il via la mobilitazione della Cisl che proseguirà con le manifestazioni nazionali ( lo spot video) che si terranno domani a Firenze, mercoledi’ a Napoli e giovedi’ a Milano anche per sollecitare modifiche a Jobs Act e legge di stabilità e per una vera svolta nella politica economica del Paese. Delegati e delegate Cisl spiegheranno le proposte “per far ripartire lo sviluppo dell’economia: investire in ricerca, innovazione, istruzione; migliorare l’utilizzo dei fondi europei per la competitivita’ delle imprese, le infrastrutture e la coesione sociale”.
“Vogliamo che i muri della Leopolda, che hanno ascoltato imprenditori e finanzieri, ascoltino ora i lavoratori. Non offriremo cene a mille euro, ma pane e salame a un euro. E per chi non ce l’ha sarà gratis”.

L’ hashtag ufficiale della prima manifestazione in programma a Firenze sarà #Cisleopolda. Tutte le manifestazioni saranno trasmesse in streaming sul sito della Cisl ed altri siti collegati.

E nel commentare i dati diffusi dall’Istat sull’andamento del Pil torna a sottolineare l’urgenza di “un patto tra forze politiche e sociali, tra governo, Regioni, Comuni e rappresentanti dei lavoratori, cioe’ i sindacati, per far ripartire il Paese. Gli indicatori economici continuano ad essere tutti negativi, c’e’ un assoluto bisogno di rilanciare sviluppo e occupazione. Tutti insieme ce la possiamo fare ma da solo nessuno e’ in grado di cambiare una situazione cosi’ drammatica. C’e’ chi minimizza e chi urla – ha fatto notare ancora la leader della Cisl – ma non serve farlo: grandi opere, infrastrutture, investimenti nella banda larga, nell’innovazione e nella ricerca, questo putrà far ripartire il Paese. Sento molto discutere di leggi sul mercato del lavoro ma queste leggi non creano nemmeno un posto”.

“Le mobilitazioni della Cisl non saranno solo un momento di protesta civile e di proposte per cambiare il Jobs Act e la legge di stabilità, ma anche un’occasione per sollecitare un confronto costruttivo con il Governo, le istituzioni locali e le altre parti sociali. Noi facciamo solo sindacato. Le iniziative di natura politica, tantomeno la fiammata di uno sciopero generale di una giornata, non sono oggi la strada giusta per affrontare la crisi del paese. La nostra Leopolda sarà quella dei cittadini, aperta alla gente comune, senza bisogno di tavoli, trovate sceniche, confronti virtuali o iper tecnologici. Ma anche a Napoli e Milano ascolteremo le testimonianze e le storie di chi la crisi economica la sta vivendo sulla propria pelle: gente che ha perso il proprio posto di lavoro, precari, dipendenti pubblici e di aziende private in crisi, pensionati al minimo che fanno fatica ad arrivare a fine mese e che non vogliono rassegnarsi alla crisi”.

“L’iter e’ ancora aperto e la legge di stabilità si puo’ assolutamente migliorare, per questo proseguiremo gli incontri con i gruppi parlamentari”- ha ribadito Furlan ponendo l’accento sugli aspetti positivi della manovra e su quanto per la Cisl occorra cambiare: bene i 10 miliardi di aiuto reale alle famiglie, cosi’ come la riduzione dell’Irap per le imprese. Manca pero’ “la parte per lo sviluppo del Paese e le risorse per il contratto dei lavoratori pubblici e della scuola” e critica i tagli ai patronati e la tassazione dei fondi integrativi.
Quanto ai rapporti con Cgil e Uil dopo il no della Cisl allo sciopero generale del 12 dicembre, Furlan, conferma la sua disponibilita’ a ricomporre l’unita’ sindacale: “Sono sempre pronta a riprendere il filo dell’unita’, importante per i lavoratori e il Paese ma insieme bisogna condividere merito, obiettivi e percorsi. Contro la crisi – ribadisce- uno sciopero generale in un Paese che ha gia’ perso 25 punti di produzione industriale non ci sembra lo strumento giusto. Non vogliamo le fabbriche occupate ma aperte e piene di occupati”.

Un commento infine anche sul ricorso alla Corte di Giustizia europea contro il Jobs Act, “prima di valutare un ricorso la Cisl vuole “vedere come sono i decreti attuativi. Daremo il nostro giudizio e vedremo che fare; nel contratto a tutele crescenti -conclude- per noi e’ importante che ci sia il superamento delle tante forme di precariato”.