Staffetta ideale, dalle piazze del Pubblico Impiego a quelle delle mobilitazioni Cisl del 2, 3 e 4 dicembre

settimana di mobilitazione

LA FIM CISL PRESENTE A TUTTE LE MOBILITAZIONI DI FIRENZE, NAPOLI E MILANO

per maggiori dettagli sulle mobilitazioni consulta il sito della cisl nazionale: www.cisl.it

 

Al via la settimana di mobilitazione della Cisl. Si comincia oggi, con lo sciopero dei lavoratori pubblici che rivendicano lo sblocco del contratto, fermo da cinque anni.

A Roma la protesta si è concentrata a Piazza Montecitorio, dove è intervenuta anche il segretario generale, Annamaria Furlan: “Sono sei anni che questi lavoratori non vedono il rinnovo del loro contratto, hanno perso in media dai due ai quattromila euro che sono davvero tanti”, ha sottolineato la leader di Via Po. “Con questa giornata vogliamo obbligare il governo a riaprire il tavolo contrattuale”, ha aggiunto sostenendo che “con una lotta seria all’evasione e alla corruzione e con i tagli agli sprechi nella P.a. si possono trovare le risorse per il rinnovo del contratto”.

Nel corso della manifestazione c’è stato anche lo spazio per il flash-mob di un centinaio di lavoratori pubblici con indosso le magliette bianche e la scritta “Primo dicembre, io sciopero per il mio contratto”, in piazza ‘congelati’, come i loro contratti. Si sono presentati sul palco simulando il congelamento e con in mano sacchetti da freezer, contenenti i volantini “Congelato da 5 anni. Il contratto nazionale del pubblico impiego è scaduto il 31.12.2009”. E poi mostrando diversi cartelli: “Rigore = lavoratori nel freezer?”; “Renzi (po)polare”; “Renzi: con il sindacato un
silenzio agghiacciante”. Una, dunque, la richiesta: “Scongeliamo” i contratti, “scongeliamo” i servizi pubblici.

“Il governo non può immaginare che gli 80 euro siano sostitutivi del contratto, che è un diritto, è un patto che si fa con i datori di lavoro. Non è accettabile che non venga rispettato”, ha ribadito il segretario generale della Cisl dal palco. “Il Paese senza pubblico non riparte”, ha aggiunto sostenendo che sulla riforma della Pa “siamo ancora all’anno zero”. E rilanciando sul fatto che per realizzarla serve “il protagonismo di chi ogni giorno lavora in questi settori”.

“Caro presidente – è tornata a dire riferendosi al premier Matteo Renzi – non basta ascoltare migliaia di cittadini on-line, bisogna ascoltare chi ogni giorno opera nel pubblico e nella scuola. Dobbiamo fare – ha proseguito Furlan – una battaglia di giustizia sociale che riconosca al contratto l’unico modo per continuare a garantire la qualità dei servizi per la cittadinanza”, oggi assicurata “solo per la volontà e la determinazione dei lavoratori”.

Dal palco del pubblico impiego la mobilitazione della Cisl proseguirà nei prossimi tre giorni con tre manifestazioni, a Firenze, Napoli e Milano in una sorta di staffetta ideale.

“Le mobilitazioni della Cisl – spiega – non saranno solo un momento di protesta civile ma anche di proposte per cambiare il jobs act e la legge di stabilità, per sollecitare un confronto costruttivo con il Governo, le istituzioni locali e le altre parti sociali. Noi facciamo solo sindacato”, sottolinea, per prendere le distanze da Cgil e Uil che il 12 dicembre si fermeranno per uno sciopero generale contro il jobs Act e la legge di stabilità. “Sono sempre pronta a riprendere il filo dell’unità, è importante per i lavoratori e per il Paese, ma insieme bisogna condividere merito, obiettivi e percorsi”, aggiunge.

“Le iniziative di natura politica, tantomeno la fiammata di uno sciopero generale di una giornata, non sono oggi la strada giusta per affrontare la crisi del Paese”, spiega infatti Furlan, ricordando la scelta della Cisl di dare forza alle proprie proposte su lavoro, fisco ed economia attraverso tre manifestazioni in sequenza: domani a Firenze alla stazione Leopolda, il 3 dicembre al Palapartenope di Napoli ed il 4 dicembre al Carroponte di Milano Sesto San Giovanni.

“Saranno piazze vere di dialogo, di protesta e di proposte in cui i lavoratori, i pensionati, i giovani precari, i disoccupati, faranno sentire la loro voce sui problemi del mondo del lavoro e della società, indicando soluzioni concrete per far uscire il paese dalla crisi”, sottolinea Furlan.
“Domani saremo alla Leopolda perchè vogliamo che quei muri che hanno ascoltato imprenditori e finanzieri ascoltino la voce dei lavoratori. Lì noi offriremo non una cena a mille euro ma pane e salame a un euro e per chi non ce l’ha sarà gratis”.

“La nostra Leopolda sarà quella dei cittadini, aperta alla gente comune, senza bisogno di tavoli, trovate sceniche, confronti virtuali o iper tecnologici. Ma anche a Napoli e Milano ascolteremo le testimonianze e le storie di chi la crisi economica la sta vivendo sulla propria pelle: gente che ha perso il proprio posto di lavoro, precari, dipendenti pubblici e di aziende private in crisi, pensionati al minimo che fanno fatica ad arrivare a fine mese e che non vogliono rassegnarsi alla crisi”.

(1 dicembre 2014)