Bentivogli: siderurgia strategica per l’Italia

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Intervista

di Daniele Ferrazza

Treviso

Bentivogli: siderurgia strategica per l’Italia

Il Trevigiano segretario della Fim-Cisl: “Destini intrecciati, Ast Terni dipende da Electrolux e viceversa”

Marco Bentivogli e’ reduce dall’accordo per la Ast di Terni, ha incassato il si delle assemblee dei lavoratori e ora guarda alla situazione dell’ Ilva di Taranto con grandissima preoccupazione. Trevigiano di Conegliano, figlio d’arte (al padre, Franco, sono legate tutte le principali battaglie sindacali dela Zoppas e della Zanussi negli anni settanta), al Veneto e’ legato da un rapporto particolare: “Ricordo ancora la mia prima assemblea, alla Carraro di Campodarsego: era il 1995”. Dopo vent’anni di Fim, adesso ne e’ il segretario generale: capo delle 224 mila tute blu della Cisl. E qualcuno scommette che sara’ lui il prossimo segretario generale della Cisl.

Ma adesso ha sul tavolo tutte le principali vertenze della siderurgia nazionale. “All’Ilva si rischia il collasso aziendale e sono molto preoccupato” spiega Bentivogli, anche se la scelta tra commissariamento era l’unica percorribile. “Ma i destini della siderurgia italiana sono tutti intrecciati tra loro: il futuro della Ast di Terni, ad esempio, dipende anche da Electrolux in Italia e viceversa. Perché il gruppo svedese era il primo cliente della Ast e dopo la crisi di Terni ha modificato i propri contratti di acquisti. Ora sta alla Ast cercare di recuperare questo importante cliente al piu’ presto”.

Le capitali della siderurgia italiana – Taranto, Piombino, Terni, Trieste – stanno vivendo un periodo di grandissima incertezza. Capitali stranieri si stanno avvicinando, non senza difficolta’, ai principali impianti: vedi il caso degli algerini a Piombino. “La siderurgia e’ come la chiglia di una nave – spiega Bentivogli – deve esserci se vogliamo che la nave vada per mare. Strettamente legata alla siderurgia e’ la logistica. Ecco perché il progetto di trasformare Porto Marghera in una grande piattaforma logistica per l’Europa e’ strategico”.

Anche la cantieristica, per il Nordest, e’ strategica: “Vedo una buona prospettiva per Fincantieri, che sta lavorando bene. Come non possiamo non tenere stretta l’industria dell’elettrodomestico”.

Secondo Bentivogli va inoltre interrotto il contrasto tra ambiente e lavoro: “C’e’ un esempio, in Austria, rappresentato dal gruppo Alpine. Dove per farvi stare un grande impianto siderurgico si e’ trovata con la comunita’ una mediazione. Ambiente e acciaio possono e devono trovare forme possibili di convivenza, con chiarezza e trasparenza. Noi abbiamo bisogno della siderurgia, non possiamo rinunciarvi”.

Con Landini, gemello diverso della Fiom Cgil, c’e’ un rapporto di amore-odio: Bentivogli fa notare che lui, ai talk show televisivi preferisce le assemblee con i lavoratori. E con il governo, con il quale Bentivogli e’ praticamente quotidianamente in negoziato, c’e’ un rapporto dialettico: “Anche il premier Matteo Renzi – spiega – deve uscire da un atteggiamento propagandistico e andare in profondita’. Sul Jobs act, ad esempio, ha dato l’idea che i suoi interlocutori fossero Sacconi e Landini e questo non va bene. Invece Renzi puo’ essere una grande speranza per il paese, ma deve agire in profondita’ nel cambiamento del sistema paese e abbandonare certe generalizzazioni che rispondono, appunto, alla propaganda e non alla sostanza”.

 

Intervista pubblicata su Tribuna-Treviso e su tutti i giornali “Veneti del gruppo l’Espresso”

 

Intervista al Segretario Generale Marco Bentivogli_Tribuna-Treviso