IL TRAVAGLIO DEL NOSTRO TEMPO DIFFICILE: TRA TIMORI E SPERANZE

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TRACCIA DI RIFLESSIONE DI ANNAMARIA FURLAN
AL COMITATO ESECUTIVO DELLA CISL
RIUNIONE DEL 27 GENNAIO 2015

IL TRAVAGLIO DEL NOSTRO TEMPO DIFFICILE: TRA TIMORI E SPERANZE 

Oggi, nella Giornata della Memoria, il nostro pensiero e il nostro cuore sono segnati
dall’inesauribile orrore difronte al male assoluto dell’Olocausto e dalla determinazione all’impegno
assoluto perché quell’orrore non ritorni mai più.
Non è l’unica riflessione dolorosa.

Le giornate di Parigi dal 7 all’11 gennaio, l’eccidio terroristico dei giornalisti di Charlie Hebdo, la
morte degli ostaggi nel negozio ebraico, l’esecuzione spietata della guardia (di fede islamica) ferita
a terra e di altri due poliziotti , la caccia all’uomo, l’assedio e l’uccisione dei terroristi sino alla
straordinaria manifestazione di domenica 11 gennaio ci hanno costretto violentemente,
impietosamente a misurarci con le tragiche lacerazioni del nostro tempo che spesso,
comprensibilmente, tendiamo a rimuovere.

La strage ha colpito, programmaticamente, i giornalisti di Charlie, giornalisti satirici, irriverenti,
dissacranti, corrosivi di ogni forma di potere laico o religioso, esprimendo l’assoluta intolleranza
per il pensiero critico, per la libertà di critica, per la libertà di espressione, per il principio stesso sul
quale si regge la libertà di pensiero nelle democrazie: ” non condivido le tue idee ma mi batterò
sino alla morte perché tu possa esprimerle”.

Si tratta, a ben vedere, della regressione ad una cultura precivile, ad uno stato di natura nel quale
l’offesa si lava col sangue, la giustizia viene esercitata in  prima persona ed il conflitto di tutti
contro tutti, il “bellum omnium contra omnes”, è endemico.
Dal XVII secolo, dal Leviatano di Thomas Hobbes, siamo abituati a pensare che si esce dallo stato
di natura e si entra nella convivenza civile quando si abbandona la pretesa di farsi giustizia da soli
e  si delega ad un’istituzione sovraordinata, lo Stato, il potere esclusivo  di definire le regole di
convivenza condivise e di farle rispettare.

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