Fca e Uaw, nuova intesa sul contratto

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… questo articolo e’ pubblicato sul quotidiano “Conquiste del Lavoro” di venerdì 9 ottobre 2015

In extremis, rispetto all’inizio dello sciopero previsto, il sindacato UAW ha raggiunto una nuova intesa con FCA sul contratto collettivo di lavoro 2015-2018. Il nuovo tentativo di accordo sarà discusso e votato nella riunione a Detroit del Consiglio Nazionale UAW di Chrysler venerdì 9 ottobre alle 11.00 (le 17.00 in Italia). Solo se approvato, saranno resi pubblici i miglioramenti apportati al precedente testo dell’accordo, respinto dal 65% dei lavoratori iscritti organizzati in 37 strutture locali di UAW. E, a quel punto, sarà nuovamente sottoposto al voto (a scrutinio segreto) dei circa 40mila membri di UAW, occupati nei 23 plant di FCA negli Stati del Midwest (Michigan, Ohio e Indiana). Procedura vincolante e coerente con la natura associativa del sindacalismo americano, che considera provvisorio il risultato raggiunto, fintanto che non sia ratificato dalla maggioranza dei propri membri. Una prima “lezione americana” alla democrazia asfittica del sindacalismo italiano, che si consuma tra l’auto-referenzialità e la demagogia populista.

Non è un caso che il presidente UAW, Dennis Williams dopo il voto contrario al primo tentativo di accordo ha scritto: “…quello che mi piace più di tutto della nostra organizzazione è che, indipendentemente da quello che facciamo e dalle nostre azioni, la forza del sindacato è nei nostri iscritti e sono loro a prendere la decisione finale. E’ quanto prevede il nostro Statuto e ciò che noi siamo”.

Una procedura sindacale democratica e rispettosa delle prerogative degli iscritti che, però, nell’era dei social network, deve fare i conti con la necessità di comunicare bene e rapidamente con la propria base, se è vero – come affermato da molti analisti americani – che una delle cause del prevalere dei No e’ stata la raffica di commenti negativi diffusi su Facebook e Twitter all’annuncio del primo tentativo di accordo. Le critiche incentrate su singoli aspetti, senza che si conoscessero bene i dettagli e l’insieme dell’accordo, hanno avuto un effetto moltiplicatore, influenzando il giudizio dei lavoratori.

Alla fine la maggioranza di questi ha votato contro l’accordo per una serie di ragioni sommate tra loro: percezione di uno scarto eccessivo tra aspettative e risultati; paure (per mancanza di informazioni) che la cooperativa di assistenza sanitaria possa portare a un aumento dei costi di assistenza; preoccupazioni per lo spostamento di alcune produzioni (Chrysler 200 e Dodge Dart) in Messico; ansia per il trasferimento di alcuni modelli (e dei relativi nuovi investimenti) da un plant all’altro senza sufficienti garanzie di compensazione produttiva (il Ram 1500 spostato da Warren Truck a Sterling Heights, la Jeep Cherokee da Toledo a Belvidere); frustrazione tra i giovani operai per il non raggiungimento nel quadriennio della parità salariale con i lavoratori assunti prima del 2007; rabbia in alcuni plant per il protrarsi di un orario settimanale di 40 ore distribuito su 2 turni al giorno di 10 ore; delusione per l’assenza di una nuova politica di partecipazione dei lavoratori ecc.

Possiamo affermare, quindi, che le molteplici motivazioni per le quali così tanti lavoratori hanno votato contro il primo tentativo di accordo sono riconducibili, principalmente, alle promesse “tradite” (l’eliminazione dei due livelli salariali a parità di lavoro), all’incertezza sul futuro occupazionale, alla mancanza di chiarezza su alcuni punti dell’accordo.

Si tratta adesso di vedere se la rinegoziazione dell’accordo e una migliore comunicazione del sindacato con i suoi membri abbiano superato, almeno in parte, queste negatività, valorizzando anche quei risultati positivi già presenti nel primo tentativo di accordo. Il negoziato con FCA è seguito con grande attenzione dall’intero settore auto, perché se i lavoratori di UAW ratificheranno il nuovo tentativo di accordo, questo sarà la base per le trattative con le altre big di Detroit, GM e Ford. E quanto i sindacati riusciranno a strappare nel settore auto, dove in questi ultimi anni c’è stata una crescita robusta della produzione e dei profitti, è seguito con attenzione anche dall’insieme del lavoro sindacalizzato negli USA dove, nonostante la presenza di una ripresa economica lenta ma costante, i redditi dei lavoratori e della classe media continuano a essere stagnanti.

Gianni Alioti
Ufficio Internazionale Fim-Cisl

 

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Postilla all’articolo (10 ottobre 2015)

Ieri mattina a Detroit (ore 17.00 in Italia) si e’ riunito il Consiglio Nazionale UAW di Chrysler per discutere il nuovo tentativo di accordo con FCA, per il rinnovo del Contratto Collettivo di Lavoro 2015-2018 che copre i circa 40mila dipendenti di FCA negli Stati Uniti.

Con l’approvazione del Consiglio, l’accordo sara’ sottoposto alla valutazione e alla ratifica di tutti gli iscritti al sindacato degli stabilimenti FCA in USA. Il voto e’ previsto nei primi giorni della prossima settimana.

Il nuovo tentativo di accordo porta più soldi, la parità salariale e una certa chiarezza sugli investimenti (5,3 miliardi di dollari nei prossimi 4 anni) e sulle garanzie occupazionali.

Si supera progressivamenre (e in via definitiva) la differenza di paga a parita’ di lavoro, garantendo un aumento salariale consistente nella vigenza del contratto, soprattutto ai giovani che lavorano in azienda da piu’ di tre-quattro anni. Anche i lavoratori senior (assunti prima del 2007), tra aumenti di paga oraria e bonus, avranno una vantaggiosa crescita salariale.

Per quanto riguarda le missioni produttive e le prospettive dei vari plant queste sono ben delineate nell’accordo e il saldo occupazionale tra tagli e nuovi occupati sara’ positivo…. Inoltre c’e’ l’impegno tra 60 giorni di rivedere gli orari di lavoro, specie in quei plant dove lavorando 10 ore x turno, c’erano state le maggiori contestazioni.

Infine si sono fugati i timori di molti lavoratori che il nuovo sistema previdenziale e sanitario (attraverso un modello cooperativo tra tutti i lavoratori attivi di FCA, Ford e GM) avrebbe portato un aumento dei costi, senza un aumento delle pensioni e una copertura delle spese medico-oculistiche, dentarie ecc.

Ieri in conferenza stampa, dopo il Consiglio Nazionale UAW di Chrysler, il presidente Dennis Williams ha dichiarato: “Siamo tornati al tavolo delle trattative con la Fiat Chrysler con un mandato chiaro per noi, quello di negoziare un contratto che dà a tutti i dipendenti un percorso chiaro e definito per una equa retribuzione e per un tenore di vita decente. Posso dire ora che abbiamo ottenuto un contratto più forte”.