Metalmeccanici, Bentivogli: trovare margini per contratto

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Metalmeccanici, Bentivogli: trovare margini per contratto

Ritoccare platea lavoratori per detassazione salari produttività

Intervista pubblicata su askanews.it

“Bisogna assolutamente trovarli noi siamo abituati a rinnovare i contratti, possibilmente in modo unitario”. Il segretario generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli, in un’intervista ad Askanews sottolinea che i margini di trattativa per arrivare al rinnovo del contratto devono essere assolutamente trovati.

Marco Bentivogli

“In 15 anni – afferma Bentivogli rispondendo alle domande in studio sulla proposta separata della Fiom – abbiamo rinnovato 6 contratti nazionali e solo 2 firmati dalla Fiom, quindi era abbastanza naturale che la Fiom costruisse una piattaforma un pò più appunto a spot. Speriamo che durante il negoziato si riavvicini ad un negoziato fatto di concretezza per portare l’accordo ai lavoratori. Certo è che la posizione di Confindustria è molto rigida, questo pentalogo che è stato presentato inserisce molti elementi di rigidità e vediamo che tra l altro in alcune categorie non è stato assolutamente seguito per cui ci chiediamo a che cosa serva questo pentalogo”.

Il leader della Fim si dice poi favorevole alla partecipazione dei lavoratori alla governance dell’azienda. “Bisogna proporlo con concretezza – sottolinea – tutte le volte in cui si hanno gli spazi. A me sinceramente piacerebbe che tutto il sindacato spingesse verso la partecipazione. I lavoratori devono poter contare e le loro organizzazioni soprattutto, come avviene in altri Paesi europei e nord europei e non solo, nelle decisioni strategiche d’impresa. Le imprese che contemplano il parere del lavoro organizzato sono imprese che vanno meglio, sono imprese più sostenibili. Bisognerebbe che anche in Italia gli imprenditori comprendessero che bisogna fare questo salto di qualità nell’incontro tra impresa e lavoratori”.

Sulla ripresa dell’industria metalmeccanica in Italia Bentivogli fa delle distinzioni. “L’industria metalmeccanica -spiega – è un po’ divisa in tre: c’è un terzo dell’industria verso le esportazioni che è andata peraltro bene anche durante la crisi; un terzo è praticamente liquefatta dalla crisi, non esiste più è in processi di ristrutturazione che la stanno sostanzialmente decimando; ce n’è un terzo rivolta al mercato interno che sta finalmente ripartendo, in maniera eterogenea, però tra tutti sia l’elettrodomestico da un lato, sia soprattutto l’auto. Devo ricordare che l’auto era il fanalino di coda del mercato europeo e l’Italia era il fanalino di coda anche come produttore italiano dentro il mercato europeo. Oggi la produzione di auto in Italia guida la ripresa del mercato auto europeo, quindi, si è completamente ribaltata la prospettiva e questo è anche grazie agli accordi che abbiamo fatto con Fiat-Fca che oggi garantiscono investimenti e occupazione”.

Il numero uno dei metalmeccanici della Cisl si dice poi non del tutto convinto dei riflessi positivi del jobs act. “In realtà da questo punto di vista – sottolinea – sono state più utili le leggi precedenti, la legge di stabilità che ha previsto 8 mila euro di decontribuzione che è stato uno sconto molto importante per le imprese e che hanno potuto da un lato, soprattutto in una prima fase, trasformare i contratti atipici in contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti e in questa fase sta accadendo che là dove si fanno investimenti si crea veramente nuova occupazione. Il dato di diminuzione degli inattivi è sicuramente un dato che dobbiamo valorizzare

positivamente, noi non siamo in quella parte di sindacato che è in cerca di cattive notizie”.

Riferendosi, infine, alla decisione del governo di detassare i salari di produttività Bentivogli non nasconde che “era ora perché un governo che parla di decentramento contrattuale e di sviluppo della contrattazione di secondo livello non poteva cancellare la detassazione del salario di produttività. Le notizie dell ultima ora mi sembra che sugli stanziamenti siamo in una capienza un po’ ridotta. Noi abbiamo chiesto che si elevassero queste detassazioni a salari fino a 50 mila euro, credo che con ciò che ha stanziato il consiglio dei ministri di poche ore fa faremo ben poco rispetto a quello che abbiamo chiesto. Per cui – conclude – io credo che sia importante ritoccare soprattutto la platea di lavoratori che possono beneficiare di tassazione. Questo sarebbe un vero incentivo alla contrattazione aziendale”.

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