“Un buon lavoro, una buona vita!” 23º Congresso IG Metall a Francoforte

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Domenica 18 ottobre 2015, e’ iniziato a Francoforte il 23º Congresso della IG Metall con l’intervento del primo presidente di IG Metall, Detlef Wetzel. Era toccato all’orchestra Filarmonica di Francoforte aprire il lavori congressuali eseguendo, per prima “Bandiera rossa”, canto popolare italiano di origine repubblicana e garibaldina conosciuta più per la sua versione comunista. Poi, in quest’ordine “Born to Run” di Bruce Springsteen, “Working Class Hero” di John Lennon, “The Times They Are a-Changin’” di Bob Dylan, “Talking about a Revolution” di Tracy Chapman e “Get up Stand up” di Bob Marley.

Una certa nostalgia che non nasconde – pero’ – la voglia di cambiamento, e’ risuonata anche nel discorso di apertura di Detlef Wetzel. Secondo presidente all’epoca di Berthold Huber (attuale presidente di IndustriALL Global Union), Detlef lascerà, con questo congresso, il suo incarico per raggiunti limiti d’eta’. La sua gestione e’ stata caratterizzata da alcuni successi: dall’introduzione di un salario minimo legale di 8,50 euro l’ora e la possibilità di andare in pensione a 63 anni rispetto al limite dei 67 anni. E senza penalizzazioni con 45 anni di contributi versati.

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Detlef ha ricordato il congresso di fondazione del Sindacato dei Metalmeccanici tedeschi, che ha avuto luogo sempre a Francoforte, nel 1891 (124 anni fa). A quel tempo fu posta la prima pietra per la costruzione di un grande sindacato come la IG Metall. Anche allora, i rappresentanti dei lavoratori, organizzati ancora per mestieri, ebbero la capacita’ di guardare al futuro. Sulla base dei profondi cambiamenti determinati dalla rivoluzione industriale, discussero, si divisero, ma alla fine votarono democraticamente la nascita di un forte sindacalismo di settore. …E, secondo Detlef, unità, dibattito aperto e partecipazione democratica – che furono i principi del Congresso di Fondazione del 1891 – sono ancora principi validi oggi per disegnare la IG Metall del futuro.

Dopo sono intervenuti il presidente della DGB (la confederazione sindacale tedesca), Reiner Hoffman e il Ministro dell’Economia del Governo Federale, Sigmar Gabriel.

Reiner Hoffmann ha rivendicato l’avvio, con il salario minimo, di una legislazione che assicuri la fine della disuguaglianza salariale dovuta ai mini-jobs (contratti di lavoro di poche ore settimanali), a forme temporanee di lavoro e di impiego attraverso le agenzie interinali a condizioni retributive di molto inferiori a quelle dei lavoratori assunti in forma stabile nelle aziende.

Hoffmann e’ stato applaudito lungamente quando, richiamandosi alla marcia di 250mila persone a Berlino (promossa anche dai sindacati) per il Commercio Equo e contro l’accordo di libero scambio tra UE e USA (il TTIP), ha chiesto di continuare a esercitare pressioni sulla Commissione Europea sul proseguo dei negoziati.

Il Ministro dell’Economia del Governo Federale e leader della SPD, Sigmar Gabriel ha avuto parole di elogio nei confronti del sindacato. Ha detto che “L’IG Metall ha saputo rappresentare, a ragione, la voce di tutti i lavoratori riaffermando la centralità dell’industria in Germania, senza escludere alcuno dei settori manifatturieri. Se lo ha fatto e’ perché ha avuto il coraggio di cogliere e plasmare i temi del futuro. Lanciando, ad esempio, l’Alleanza per l’industria”.

Come principale sfida di questi ultimi mesi Gabriel ha parlato del flusso di profughi verso la Germania. Siamo ora pronti a dimostrare che “nessuno deve vivere peggio, proprio perché i rifugiati si rivolgono a noi […] Abbiamo un periodo di grandi sfide sociali. L’obiettivo generale è stato quello di fornire un alloggio rapidamente per offrire corsi di lingua e di organizzare l’integrazione”.

Stamani il Congresso e’ entrato nel vivo con i rapporti delle attività svolte nel periodo congressuale trascorso, da parte di ciascuno dei componenti nazionali nel Comitato Esecutivo della IG Metall (il Comitato Esecutivo di IG Metall e’ poi integrato da due dirigenti indicati da ciascuno dei 7 Lander. In ordine sono intervenuti Detlef Wetzel (primo presidente uscente; Jörg Hofmann (59 anni) candidato alla carica di primo presidente; Christiane Benner (47 anni) candidata alla carica di secondo presidente; Jürgen Kerner (46 anni) ricandidato alla carica di tesoriere senior; Wolfgang Lemb (53 anni), Ralf Kutzner (57 anni), Irene Schulz (51 anni) e Hans-Jürgen Urban (53 anni) candidati nazionali per il Comitato Esecutivo.

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Alla ripresa dei lavori, il martedì mattina, si procede all’elezione di Jörg Hofmann per l’incarico di primo presidente di IG Metall. L’attuale secondo presidente, con un passato di lavoratore e dirigente sindacale nel Baden Wurttemberg, e’ stato eletto con una larga maggioranza del 91% dei voti validi. Hanno votato a favore 420 persone su 478 votanti (485 i delegati al Congresso), 40 contrari e 18 astenuti.

Ai lavori del Congresso sono presenti per la Fim-Cisl il segretario generale, Marco Bentivogli e il responsabile dell’Ufficio Internazionale, Gianni Alioti.

Hoffmann e Bentivogli

Il nuovo Presidente IG Metall, Jörg Hofmann con il Segretario Generale FIM-CISL Marco Bentivogli