Affrontare le ristrutturazioni: con più diritti e coordinamento sindacale

Conferenza CAE 2015.001

Conferenza di IndustriAll Europe sui CAE
Elewijt (Belgio) 08-09 dicembre 2015

Report a cura di Giuseppe Ricci (coordinatore nazionale Fim-Cisl di Alcatel – Lucent) con la collaborazione di Tiziano Franceschetti (Cae Whirlpool), Michele Tamburrano (Cae Avio-GE) e Mario Oberti (Cae Tenaris Dalmine)

Conferenza CAE 2015.001

Elewijt 08 dicembre 2015

I lavori sono iniziati con Roger Nilsson, del sindacato svedese IF Metal e presidente del Comitato Politiche Aziendali di IndustriAll Europe, il quale ha evidenziato che la gestione dei processi di ristrutturazione nelle imprese transnazionali e’ una parte della nostra attività sindacale. Abbiamo bisogno di essere pro-attivi e propositivi. La nostra responsabilità non riguarda solo l’azienda, ma tutti i contesti generali, portando l’esempio di quanto abbiamo dovuto (e dobbiamo) fare con i rifugiati che arrivano nella UE.
L’intervento di Agustin Martin Martinez, segretario generale della federazione dell’industria del sindacato spagnolo CC.OO. ci ha riportato la loro esperienza in alcuni casi aziendali del settore siderurgico e automobilistico. Ha evidenziato come in ogni nazione siamo in presenza di diverse imprese dell’auto che utilizzano gli stessi componenti e le stesse catene di sub-fornitura che ormai sono multinazionali. Per questo dobbiamo prevedere un modello europeo diverso, il rispetto degli stessi diritti e di un lavoro dignitoso.
In Spagna ci sono 6 milioni di persone che cercano un posto di lavoro. La crisi ci ha separato e le politiche economiche attuate nella UE hanno creato disastri sul piano sociale nei diversi paesi. Invece bisogna utilizzare tutti gli stessi strumenti per cercare di unificare le nostre azioni. In questo quadro c’è un elemento in comune .
Nel nostro paese un terzo del tessuto industriale è scomparso. Con le riforme attuate a livello di mercato del lavoro e della contrattazione collettiva gran parte dei diritti sono stati aboliti. E’ cresciuta in Spagna la povertà ed e’ aumentato il divario con i pochi ricchi, senza che si possa cambiare le cose perché il contesto decisionale è al di fuori del nostro paese.
A livello di IndustriAll bisogna rafforzare il funzionamento della struttura e il coordinamento tra i sindacati. Dobbiamo, inoltre, rafforzare il coordinamento e il funzionamento dei CAE. La rappresentanza deve essere forte e c’è bisogno di una piattaforma comune di IndustriAll sulle ristrutturazioni industriali.
Per concludere penso a una nuova Europa sociale. Sono stati attaccati diritti fondamentali, la situazione degli immigrati e’ resa più difficile dopo gli attentati di Parigi e la crescita dell’estrema destra. Non bisogna tornare indietro. La CE deve cambiare strategia. Basta austerità. Ci vuole un coordinamento europeo per contrastare lo strapotere delle multinazionali e, per questo, occorre che IndustriAll Europe svolga un ruolo incisivo.

Relazione di Luc Triangle, Segretario Generale Aggiunto di IndustriAll Europe

Dobbiamo evitare di metterci uno contro l’altro, bisogna rafforzare la collaborazione, bisogna avere strumenti per avere un approccio comune. Dobbiamo coordinarci molto di più per incidere nelle ristrutturazioni transnazionali e nelle politiche. Abbiamo nel Comitato Esecutivo raggiunto un accordo per la politica aziendale nel prossimo futuro dandoci – come IndustriAll Europe – DIECI PRINCIPI DA APPLICARE PER I MEMBRI DEL CAE.
Le Imprese transnazionali sono emerse come le protagoniste a livello europeo e principali vincitrici della costruzione europea. Mentre stanno plasmando la integrazione economica europea e di mercato per soddisfare le loro esigenze, stanno ugualmente approfittando di un modello sociale europeo frammentato che, invece di promuovere delle norme sociali a livello europeo, sta dando luogo ad un regime di concorrenza tra i paesi che, a sua volta, sta alimentando una “corsa al ribasso”.
Con il processo di globalizzazione e con le imprese che ignorano i confini nazionali, IndustriAll deve intensificare gli sforzi di coordinamento del sindacato, al fine di mandare avanti le risposte europee e contrastare la pressione esercitata dalle multinazionali. Il coordinamento dei sindacati in aziende multinazionali avviene essenziale in termini di promozione di un impegno reciproco a muoversi insieme, costruendo strategie comuni che impediscano ai lavoratori di schierarsi l’uno contro l’altro, così come decidere le azioni congiunte a livello europeo. Sindacati, organismi d’informazione e consultazione – sia a livello nazionale che europeo – sono tutti parte di questo coordinamento.
L’unico modo per rispondere al tentativo di mettere lavoratori e sindacati uno contro l’altro, attraverso le frontiere, è di rafforzare l’unità dei lavoratori e i sindacati. E solo attraverso azioni coordinate e comuni che saremo in grado di contrastare la pressione esercitata dal management.
Al di là di mere dichiarazioni di solidarietà, devono essere identificati azioni e strumenti concreti, al fine di sviluppare una risposta coordinata alle ristrutturazioni aziendali transnazionali, garantendo che gli interessi dei lavoratori siano presi in considerazione dal management mentre si cercherà di evitare il mettere i lavoratori gli uni contro gli altri.
IndustriAll Europe ha identificato 10 principi di base. Questi principi dovrebbero essere visti come una responsabilità congiunta che i sindacati dei vari paesi hanno gli uni nei confronti degli altri.
1. Sviluppare un sistema di preallarme. Nell’ambito delle multinazionali dovrebbe essere promosso uno scambio regolare di informazioni tra i rappresentanti sindacali dei lavoratori. Questo è essenziale per costruire la fiducia reciproca e prepararsi per una più stretta cooperazione. Dove sono stati istituiti i CAE, il coordinatore europeo di IndustriAll del CAE può giocare un ruolo chiave nel promuovere la cooperazione transnazionale. Ogni voce riguardante l’avvio di un piano di ristrutturazione deve essere controllata, in particolare con i colleghi degli altri paesi, al fine di essere in grado di confermare rapidamente o smentire la notizia. Se le informazioni sono confermate, queste devono avere una più ampia divulgazione possibile tra i soggetti interessati, vale a dire operatori sindacali nazionali e membri CAE, in modo da consentire una reazione rapida. L’anticipazione è una condizione preliminare per influenzare il processo decisionale. Una richiesta formale di ulteriori informazioni, ad esempio in caso di voci, dovrebbe essere fatta al livello pertinente di direzione.
2. Garantire il pieno rispetto dei diritti di informazione e consultazione sia a livello nazionale che europeo. L’accesso alle informazioni rilevanti è essenziale per capire la strategia del management aziendale e proporre misure alternative. Inoltre, i lavoratori e i loro rappresentanti devono avere il tempo necessario per sviluppare proposte alternative. Saranno prese misure per garantire che i lavoratori e i loro rappresentanti siano adeguatamente informati e consultati, sia a livello nazionale che a livello europeo prima di una decisione definitiva. Qualora esista un CAE, sarà richiesta una sua riunione straordinaria, al fine di ottenere maggiori informazioni e concordare un lasso di tempo ragionevole per la consultazione. Saranno sviluppati diritti di partecipazione, così come l’interconnessione a livello nazionale ed europeo, qualora ce ne sia opportunità.
3. Impostare reti sindacali europee nelle imprese transnazionali (TNCs). Se lo si ritiene necessario, dovrà essere istituito un gruppo europeo di coordinamento sindacale. L’idea è di raccogliere attorno allo stesso obiettivo tutte le potenziali parti interessate: i rappresentanti dei sindacati organizzati nell’impresa, i membri CAE, il Coordinatore europeo del CAE (con mandato di IndustriAll Europe) e gli eventuali rappresentanti dei lavoratori che siedono nel Consiglio di Sorveglianza o di Amministrazione dell’Azienda. Questa struttura sarà la forza motrice dietro la strategia sindacale europea e la creazione di una risposta Europea e coordinata nell’ambito delle TNCs.
4. Fornire piena trasparenza delle informazioni. La creazione di un clima di fiducia tra i colleghi del diversi paesi interessati è il presupposto per una risposta comune e coordinata. La piena trasparenza delle informazioni dovrebbe essere raggiunta a tale riguardo. Nessun negoziato sarà concluso prima che i sindacati e / o rappresentanti dei lavoratori abbiano ricevuto le informazioni sufficienti, siano stati sufficientemente consultati e prima che sia stata istituita una strategia collaborativa a livello Europeo.
5. Elaborare una piattaforma comune di rivendicazioni. Dovrà essere costruita una piattaforma di rivendicazioni comuni per segnalare al management e alle diverse parti interessate la posizione dei lavoratori e l’intenzione di stare uniti e sviluppare azioni coordinate. Le richieste fondamentali dovranno essere integrate dallo sviluppo di una posizione alternativa coerente, che combini un piano industriale con misure socialmente accettabili. La possibilità di portare esperti esterni a supporto dei rappresentanti sindacali dei lavoratori nella fase di consultazione dovrebbe essere presa in considerazione. Qualora esista un CAE, il coordinatore IndustriAll Europe del CAE avrà un ruolo chiave da svolgere nell’avvio di tale piattaforma. La piattaforma sarà redatta in collaborazione con i sindacati nazionali e il CAE.
6. Prevedere negoziati per soluzioni accettabili da tutti. I sindacati, insieme con il CAE, cercheranno di promuovere i negoziati a livello nazionale o europeo, garantendo che la ristrutturazione venga gestita in modo socialmente responsabile in Europa. Tutte le possibilità per mitigare le conseguenze sociali saranno esplorate (riduzione del tempo di lavoro, mobilita’ del lavoro da posto a posto, pensionamento anticipato, riqualificazione, riclassificazione ecc.). Norme minime per un piano sociale saranno definite a livello europeo. Nessuna negoziazione a livello nazionale o all’interno di una società potrà essere conclusa prima che i colleghi interessati a livello europeo siano stati informati e consultati.
7. Sviluppare una strategia di comunicazione. Essere influenti è una delle chiavi per il successo della nostra strategia. Le prime reazioni, la piattaforma politica, le decisioni e le conclusioni dei negoziati dovrebbero essere immediatamente trasmesse ai media. I sindacati dovrebbero pienamente informare i propri iscritti e tutti i lavoratori, al fine di garantire che la campagna sia basata sul coinvolgimento effettivo delle persone interessate. È anche essenziale comunicare con il mondo esterno. I politici, i deputati o chiunque abbia influenza sulle decisioni devono essere mobilitati per la nostra causa.
8. Ipotizzare azioni transnazionali. Azioni transnazionali possono essere contemplate. La mobilizzazione dovrebbe essere basata sul coinvolgimento dei lavoratori ed essere creativa. Una giornata Europea di azione è uno dei tanti strumenti che possono essere previsti. Altri possono essere sviluppati in linea con le pratiche e le tradizioni nazionali che rendano la nostra causa e le nostre richieste più visibili.

9. Esplorare eventuali possibilità legali per garantire che i lavoratori siano ascoltati. In caso di fusione, i lavoratori hanno il diritto di essere consultati in procedure di controllo effettuate dalla Commissione Europea. Attraverso questa procedura, la Commissione Europea deciderà se il progetto di fusione / acquisizione condurrà o meno a una posizione dominante a livello di mercato e a possibili abusi. I lavoratori possono chiedere di essere consultati anche dal Parlamento Europeo in caso di posizione dominante e sollevando, se necessario, la questione delle conseguenze sociali.
10. Assicurare impegni vincolanti. Qualsiasi strategia concordata e le decisioni prese a livello europeo dovrebbero essere rese obbligatorie per tutti gli attori interessati, e attuate a livello nazionale.
Con questi 10 principi IndustriAll Europe mira a rafforzare la sua capacità di agire in maniera unitaria, e ad evitare l’inimicizia/scontro tra lavoratori, nonché a dimostrare che esistono soluzioni alternative che hanno un costo sociale più basso.

Roger Nilsson (sindacato svedese IF Metal e presidente del Comitato Politiche Aziendali di IndustriAll Europe)
Le politiche imprenditoriali a livello europeo cercano di dividerci! Quello che stiamo cercando di fare è di avere strumenti adeguati, che ci consentano un approccio unico e quindi un Coordinamento Europeo forte.

Ralf Gòtz (IG Metal) moderatore del panel
Perché siamo qui? Ci sono i nostri strumenti che possiamo utilizzare a livello nazionale? Poi ci sono i rapporti di forza che possiamo mettere in campo ai vari livelli. Come possiamo contrastare queste tendenze? Non disponiamo ancora di tutte le armi necessarie a gestire al meglio i processi di ristrutturazione in ambito transnazionale. Per questo abbiamo deciso di analizzati i casi aziendali seguenti che saranno illustrati da Volker.

Volker Telljohann (IRES Emilia Romagna)
5 casi aziendali che coprono complessivamente nove paesi dove abbiamo condotto un’indagine. Alla fine sono emersi risultati interessati.
Come i sindacati rispondono alle ristrutturazioni transnazionali e come diversi diritti possono permettere di lavorare insieme.
2 casi in cui la ristrutturazione era una cessione di ramo d’azienda.
1 Caso riguarda il Gruppo Bosch. Cessione della divisione freni sede operativa in Francia
1 Caso riguarda Alstom. Dismissione divisione Security.
Processi già conclusi in passato. Nel contesto di questo progetto di studio abbiamo analizzato il ruolo del CAE e poi il ruolo del Sindacati ai vari livelli.
I CAE, i diritti di cui dispongono e che uso fanno di incontri straordinari, di consulenti esterni, della gestione della riservatezza e della consultazione, che dovrebbe essere l’obiettivo principale del CAE.
Incontri straordinari di cui si è fatto accenno: nel caso Bosch utilizzati in eccesso. Far si che ci siano incontri tra il comitato ristretto e i sindacati dei paesi interessati.
Caso Alstom, visitati tutti i siti interessati dalla ristrutturazione. E’ stato utile per far capire che era di interesse transnazionale.
Si chiede che le informazioni siano mirate. Sono stati costituiti gruppi di lavoro, che hanno avuto un effetto positivo permettendo un dibattito molto approfondito.
Le informazioni non vengono fatte circolare rapidamente: deve, pertanto, essere costituito un sistema di allerta rapido e le informazioni si devono ricevere per tempo. Il problema è il tempo, se si vuole reagire a livello europeo bisogna avere il prima possibile l’informazione, altrimenti non si riesce a sviluppare proposte alternative.
A questo si aggiunge il fatto che non tutte le Organizzazioni Sindacali pensano che sia compito loro affrontare il progetto alternativo, ma spetta all’azienda.
Gli esperti esterni, a questo riguardo, sono stati utili in tutti i casi.
Il ruolo dei sindacati. L’attore principale è il coordinatore sindacale del CAE, che partecipa alle riunioni e iniziative, nel fare accordi transnazionali. Ma tutti devono avere le informazioni anche i sindacati nazionali e locali. Nei vari casi studiati il coordinatore del CAE ha assunto posizioni diverse. E’ necessario far si che tutti i sindacati possano partecipare e la UE dovrebbe sostenere i costi del confronto. Purtroppo ci sono degli ostacoli, quando si parla di strategia UE, in quanto non tutti gli attori ci credono.
L’informazione va data a tutti i livelli.
Ci si deve concentrare su questi aspetti. Coordinandosi.

Denise
In quanto membri dei comitati di sorveglianza possiamo essere utili riferimenti del lavoro dei CAE. Nel nostro ruolo disponiamo d’informazioni aziendali sulle scelte strategiche a livello Macro: ad es. sulle politiche di nuove acquisizioni. Nel sistema duale tedesco le aziende prima di agire hanno bisogno del nostro consenso. Mentre nel CAE abbiamo i dettagli dei piani aziendali, ma quando le scelte riguardano i paesi extra UE non si può intervenire.

Replica di Volker Telljohann
La cosa particolarmente interessante e fondamentale e’ che ci sia un CAE che funzioni bene. Prima che i processi di ristrutturazione siano annunciati e attuati, ci deve essere un lavoro continuo. Nel caso della BASF c’è una gestione dei diritti d’informazione e consultazione ai vari livelli (europeo, nazionale e locale). La correlazione con i livelli nazionali dei sindacati e la loro partecipazione rappresenta un vantaggio, ma solo quando c’è uno scambio di informazioni tra i diversi livelli.
La questione della riservatezza si può aggirare chiedendo al management aziendale per quanto tempo vale la riservatezza delle informazioni, per chi vale e su quali temi.

Replica di Luc Triangle
Le aziende transnazionali determinano le situazioni economico-industriali nella UE. Sul piano sociale la disuguaglianza nell’UE è in aumento, pertanto c’è bisogno di un coordinamento delle strategie europee (è fondamentale), costruendo reti sindacali, facendo circolare le informazioni. L’unico modo per reagire è coordinarci per contrastare le decisioni unilaterali delle imprese, come stiamo facendo in questa conferenza che è finanziata dall’UE per consentire la partecipazione dei lavoratori.

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Aline Hoffmann ( ETUI )
Cerchiamo di capire come far partecipare i lavoratori nelle decisioni aziendali.
I 10 principi sono una cosa giusta , sappiamo che però non sono tutti realizzabili.
Abbiamo molti strumenti che si basano sulla legislazione UE, sono sotto attacco in diversi paesi. Bisogna avere delle persone in grado di esercitare i diritti.
Per una interconnessione e articolazione a livello UE, serve un impegno congiunto. Dobbiamo sapere che ognuno di noi ha una responsabilità nei confronti degli altri, la solidarietà che è il principio fondamentale del sindacato ci può far uscire dalle difficoltà in cui ci troviamo.
I problemi che abbiamo derivano da interessi a breve termine, interessi nazionali, che ciascuno di noi ha. Facciamo, spesso, come gli struzzi. Il problema e’ come far funzionare le cose. Voi in un momento di ristrutturazione avreste il coraggio di coinvolgere i paesi più forti? O avete la tentazione di risolvere le cose a casa vostra? Nel caso di conflitto i più forti offrirebbero aiuto? Come ho sentito dire oggi, non e’ che vi nasconderete dietro la riservatezza? Questo ci impedisce di agire in modo solidale.
La riservatezza è un problema difficile, non è facile da definire. Ogni paese ha le sue leggi che stabiliscono cosa e quali sono le informazioni riservate. La risposta non c’è, ma bisogna fare la domanda giusta .

Luc Triangle
Il documento proposto vale per i sindacati membri di IndustriAll Europe e serve per come dovremo affrontare le ristrutturazioni future.
Noi vogliamo assolutamente che ogni ristrutturazione aziendale debba essere affrontata globalmente. Bisogna formare i membri dei CAE su queste linee e lavorare con questo documento a livello sindacale nazionale.
Davide Dazzi (IRES Emilia Romagna)
Comunicazione
Tra una riunione e l’altra del CAE, per creare una coesione interna , ci deve essere continuità di contatto e scambio di informazioni tra i membri di ogni paese. Comunicazione efficace. Prima del CAE ci deve essere una preparazione dell’odg, bisogna ricevere i documenti in anticipo, la durata e la struttura della riunione deve essere congrua, deve esserci una preparazione di domande mirate all’azienda e si deve stabilire chi fa le domande.
Diritti alla consultazione
Informazioni al momento giusto, possibilità di proporre soluzioni alternative avvalendosi di esperti.
Confidenzialita’
E’ bene chiarire quali informazioni sono riservate, verso chi possono essere trasmesse e il tempo in cui mantenere il riserbo.
Presenza alla riunione dei CAE dei manager che prendono le decisioni.
Presidente del CAE
Risorse di funzionamento
Risorse per la formazione dei membri CAE, co-decidere elaborazione del programma (contenuti e metodologia), la gestione (docenze) della formazione e chi deve partecipare (es. anche i membri supplenti). Strumenti per la comunicazione, anche se nel sito non sono presenti i sindacati, pubblicazioni, accesso a internet ecc..
I diritti nazionali sono diversi tra paesi, per questo bisogna usare al meglio i diritti comunitari e mettere assieme tutte le informazioni dei diversi paesi attraverso la struttura del CAE, organizzando il suo funzionamento in modo più efficace.
Il Comitato ristretto è quello che fa il vero lavoro per assicurare un buon funzionamento centrale del CAE.

Eric Belgio ABVV-FGTB e Doris Germania IG BCE
Corsi sindacali per la lingua inglese e francese organizzati da ETUI.
La questione sulla concorrenza sindacale contrasta con la impostazione di correlazione. Esperienza positiva del CAE del Gruppo Colgate Palmolive: continuo scambio di informazioni ai diversi livelli; monitoraggio ogni 15 giorni della situazione come comitato ristretto.
Coordinatore di 5 CAE in cui la comunicazione non ha funzionato. Invece nella fusione di due aziende, alla quale ho partecipato, ci sono stati molti contatti in tempi brevi, la comunicazione ha funzionato e le barriere linguistiche non sono state più un ostacolo.
Elewijt 09 dicembre 2015

Peter Scherrer (Segretario Generale Aggiunto CES/ETUC)

Sui processi di ristrutturazione e sui cambiamenti tecnologici e organizzativi l’approccio deve essere europeo. Ogni giorno ci sono cambiamenti e la digitalizzazione crea sempre più distanze tra i lavoratori. La settimana scorsa in un seminario abbiamo constatato molte differenze tra le regioni del sud e i paesi nordici. C’è scetticismo, dove alcune ricerche parlano di incidenza nel mondo del lavoro con percentuali che vanno dal 12% al 45%. Nel mondo sindacale ci sono problemi nell’analisi cosa può fare la contrattazione collettiva per la digitalizzazione, tenendo conto che ci sono nuovi tempi di lavoro e nuove modalità di lavorare.
Il processo di digitalizzazione cambierà le condizioni di lavoro. I rappresentanti dei CAE qui sono essenziali, il cambiamento è inevitabile e dobbiamo poterlo capire per avanzare le proposte. Dobbiamo avere nei CAE una massima comunicazione, invece abbiamo pessimi esempi su questo, servono informazioni più precise e date per tempo.
La situazione legale è insoddisfacente. Più partecipazione dei lavoratori alla gestione integrata delle imprese. I rappresentanti dei lavoratori dovrebbero far parte pienamente della struttura aziendale.
Le funzioni normative possono essere influenzate dalla politica, quindi noi dobbiamo influenzare i politici che ricoprono responsabilità di Governo o di rappresentanza istituzionale. Noi possiamo fare la differenza.
Non sfruttiamo bene le informazioni che abbiamo, bisogna condividere le informazioni che abbiamo. Gli impegni devono essere vincolanti . Non c’è la fiducia, c’è molto ancora da fare.
Tanja Jacquemin (Economista IG Metall)
Noi siamo in una posizione che costantemente abbiamo a che fare con continue ristrutturazioni, è perciò necessario ottimizzare quello che sta avvenendo.
Un’azienda che non fa utili non regge, ma noi dobbiamo concentrarci su quello che succederà ai lavoratori.
Per le aziende il loro obiettivo è solo creare PROFITTO. Occorre, quindi, continuare a discutere dei 10 punti. Tutti noi siamo d’accordo che sono importanti, ma quello che serve è come metterli in pratica. Certo la DIGITALIZZAZIONE è una sfida difficile, ma dobbiamo essere in grado di affrontarla. E’ in questo passaggio che il ruolo dell’organizzazione sindacale EUROPEA è fondamentale per contrastare questo enorme potere nelle mani delle imprese multinazionali.
Una cosa chiara è quella che bisogna andare oltre! Ad esempio, vedasi il problema PROFUGHI dove nessuno dice che è un problema comune. Invece tutti noi siamo coinvolti.
In Germania siamo riusciti con il coinvolgimento dei lavoratori a far passare il messaggio che il PRECARIATO e il CONTRATTO A TERMINE a breve potrebbe divenire anche il loro di problema. Come organizzazione sindacale dobbiamo essere partecipi di questo e per quanto ci riguarda occorre contrastare quello che le multinazionali mettono in campo. Ecco perché ogni paese deve rafforzare e promuovere le strutture europee altrimenti questo è un problema che si presenterà a breve.
Il messaggio finale, che voglio trasmettere, è che le Ristrutturazioni aziendali è possibile contrastarle e contestualmente gestirle.