INFOCONTRATTO N°8 FEDERMECCANICA RIMUOVA DOGMI E RIGIDITA’. E’ORA DI FARE UN CONTRATTO INNOVATIVO

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Federmeccanica rimuova dogmi e rigidità. E’ora di fare un contratto innovativo

Roma 24 febbraio 2016

Nella giornata di oggi presso Confindustria di Roma è ripresa la trattativa e si è tenuto l’ottavo incontro per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. In questo ottavo incontro, nello specifico si sono affrontati i temi collegati al salario, all’inquadramento professionale e partecipazione.

Salario

Nell’incontro Federmeccanica ha ribadito gli argomenti che hanno determinato la proposta complessiva sul salario di garanzia, sul recupero inflattivo e sulla distribuzione della ricchezza prodotta. La proposta è di un salario sostenibile per le imprese rispetto al contesto economico del settore. La definizione di un “salario di garanzia” è la modalità attraverso la quale le imprese intendono riconoscere gli incrementi salariali per il recupero inflattivo. Lo schema prevede che per il 2016 non vengono previsti aumenti salariali sui minimi, in quanto nella precedente vigenza del contratto 2013-2015, si sostiene che  sono state riconosciute e erogate 74,68€ mese in più rispetto all’andamento a consuntivo dell’inflazione. Dal gennaio 2017 si prevede di aggiungere al salario di garanzia la quota di 37,31 € (mensilizzazione dell’attuale elemento perequativo di €uro 485 annue), ma il beneficio economico sarebbe solo per chi ha un salario individuale inferiore a quello di garanzia fissato (composto dagli attuali minimi e dall’elemento perequativo). L’erogazione salariale sull’inflazione verrà riconosciuta ex-post solo dal 1 luglio 2017 e sempre e solo per quei lavoratori che hanno una condizione salariale individuale inferiore al salario di garanzia, e così anche per gli anni successivi.

Accanto a ciò viene ribadita da Federmeccanica la disponibilità ad estendere al 67% delle aziende oggi senza contratto integrativo la possibilità di realizzare la contrattazione decentrata attraverso la destinazione di 260 euro annue per premi salariali variabili o per welfare aggiuntivo per i lavoratori.

 

Per la FIM-CISL non è accettabile che dopo 5 mesi il negoziato non si compiano ancora passi in avanti significativi sulla parte economica. La proposta di Federmeccanica, nella parte salariale, per noi è sbagliata, perché di fatto esclude il 95% dei metalmeccanici dagli aumenti contrattuali. E’ una proposta contraddittoria, perché risulta più onerosa per le aziende in difficoltà, non aiuta a incentivare e sviluppare la contrattazione aziendale, e sgancia definitivamente  dalla regolazione nazionale di garanzia del Contratto Nazionale il 37% delle aziende (dove sono occupati il 70% dei lavoratori) dove attualmente si svolge la contrattazione aziendale.  E’ una proposta che rischia di accentuare in futuro i motivi di  conflitti proprio in quelle realtà, mentre sovraccarica di costi quelle che hanno avuto maggiori difficoltà.

Per la FIM-CISL la quota salariale di 260 euro prevista nella prima proposta di Federmeccanica può essere una positiva base di partenza positiva da sviluppare per incentivare la contrattazione aziendale e soprattutto quella territoriale.

Il nostro obiettivo è l’estensione del 100% della contrattazione aziendale. Per svilupparla ed estenderla occorre quindi dare copertura con la contrattazione territoriale nelle piccole realtà.

Inquadramento

Viene ribadita da Federmeccanica la disponibilità a riformare, entro l’anno, l’inquadramento professionale nato nel 1973. La proposta è di definire una commissione paritetica, condividendo i tempi, le modalità e gli indirizzi (polivalenza, polivalenza e polifunzionalità, intreccio operai e impiegati ecc.).

Per la FIM-CISL è necessario ripartire dalla proposta fatta già dal 2003 e 2007 dalle organizzazioni sindacali e allora respinta da Federmeccanica. L’ipotesi è di sviluppare una cornice di accordo che preveda il passaggio alle fasce e la revisione delle declaratorie professionali,  definendo i tempi e le modalità d’implementazione nelle aziende. E’ positivo che finalmente possa iniziare la discussione tecnica sull’inquadramento professionale. Se vogliamo costruire uno schema  vantaggioso per il lavoratore è necessario passare dalla logica delle categorie ingessate ad un sistema a fasce professionali in grado di descrivere, misurare, far crescere e valorizzare anche economicamente le professionalità dei lavoratori. Il fattore tempo è determinante per dare concretezza all’obiettivo di riforma del sistema di inquadramento professionale.

 

Diritti di informazione, partecipazione e relazioni sindacali.

Sulla partecipazione e le relazioni sindacali bisogna osare di più nella proposta di Federmeccanica. Se la strada è la ricerca di condivisione e di coinvolgimento dobbiamo ampliare e rafforzare i livelli di informazione e consultazione e di partecipazione dei lavoratori e delle organizzazioni di rappresentanza. Oggi gli aspetti d’informazione e consultazione dipendono esclusivamente dalla volontà delle singole direzioni nelle diverse realtà aziendali, occorre stimolare un processo d’informazione e di partecipazione ai vari livelli e sui diversi temi (strategie industriali, occupazione, organizzazione del lavoro, ambiente e sicurezza, formazione professionale, politiche del lavoro, pari opportunità ecc.).

Pensiamo come Fim-Cisl ad uno schema di semplificazione dei diversi livelli (nazionale, territoriale aziendale), con standard d’informazione e gradi più forti di coinvolgimento di partecipazione con il crescere della classe dimensionale delle imprese, passando dai  momenti di informazione a quelli di consultazione e di controllo e partecipazione.

 

Da questo Contratto deve partire una svolta nelle relazioni industriali della categorie, con la sperimentazione di diversi modalità di partecipazione in base  alle diverse tipologie aziendali, tutte all’insegna di un maggior coinvolgimento  e di un reale protagonismo dei lavoratori alla vita aziendale e alle scelte delle imprese.

Il prossimo incontro si terrà nella giornata del 25 febbraio sul tema delle politiche del lavoro e dell’occupazione.

Roma, 24 febbraio 2016

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