BENTIVOGLI, in FCA ci occupiamo di accordi e salario per i lavoratori, Landini ha sbagliato tutto, è ora che riconosca accordi se vuole unità vera

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Comunicato Stampa

Dichiarazione del Segretario Generale della Fim Cisl Marco Bentivogli

BENTIVOGLI,  in FCA ci occupiamo di accordi e salario per i lavoratori,

Landini ha sbagliato tutto, è ora di riconoscerlo se vuole unità vera.

 

In questi anni come Fim-Cisl ci siamo occupati in FCA di accordi per portare gli investimenti nei stabilimenti italiani e di migliorare il salario e le condizioni dei lavoratori.

Dei rapporti epistolari della Fiom con FCA sinceramente abbiamo smesso di occuparcene da tempo.

E’ singolare che Landini chieda l’ennesimo incontro congiunto con noi, quando non passa giorno che lui e la sua organizzazione ci attacca con falsità sui nostri accordi e la nostra azione sindacale negli stabilimenti di FCA. Pratica da anni scioperi in Fca che non arrivano mai all’1% delle adesioni indetti ,con volantini contro gli altri sindacati firmatari più che rivolti alla Fca. Dopo averlo definito uno schiavista, questa spasmodica richiesta di incontrare Marchionne, accanto alle esigenze di spendita mediatica, porta alla mente più la sindrome di Stoccolma che la volontà di ricominciare a fare sindacato. Certo è, che se davamo retta a lui avevamo le fabbriche chiuse. I nostri accordi che hanno consentito oggi di arrivare alla soglia del milione di veicoli prodotti, quando 4 anni fa, a mala pena FCA ne produceva 450.000, di mantenere l’occupazione e incrementarla nel 2015 di oltre 3.000 nuovi assunti stabili. Accordi che hanno consentito di erogare nel 2015 al 97% dei lavoratori circa 1320,00 euro di premio.

I non contratti fatti dalla Fiom, ormai pesano per circa 5.100 euro annui per un lavoratore FCA, però Landini non dice ai propri iscritti Fiom di rifiutare quei soldi contrattati dai sindacati che lui contesta. La Fiom dovrebbe fare autocritica sulla gestione politica che ha avuto su tutta la vicenda FCA e sottoscrivere quegli accordi.

La condivisione di accordi e la firma degli stessi determina il diritto al confronto, del resto la battaglia referendaria del 1995 fatta dalla Fiom contro per cambiare l’art.19, allora contro i Cobas per escluderli dai negoziati di accordi di cui non erano firmatari. Dopo anni che non firma contratti nazionali e accordi Fiat, si trova vittima della stessa tagliola che aveva attrezzato per escludere i Cobas.

Come Fim-Cisl continueremo, insieme alle altre organizzazioni che hanno firmato il contratto, nell’azione di confronto con FCA per aggiungere altri investimenti a quelli fatti a Pomigliano, Grugliasco, Melfi, Sevel, Cassino, Mirafiori e il prossimo incontro del 16 marzo 2016 con AD sarà un altro incontro per approfondire i piani di FCA nel nostro Paese.

Roma, 4 marzo 2016

Ufficio Stampa Fim Cisl

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