Informa Contratto N°13 – Intransigenza di Federmeccanica, riapre scontro nella categoria. Ora unità per fare il contratto.

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INTRANSIGENZA FEDERMECCANICA, RIAPRE LO SCONTRO NELLA CATEGORIA.

ORA UNITA’ PER FARE IL CONTRATTO!

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Roma, 15 marzo 2016

Si è svolto oggi, presso la sede di Confindustria un nuovo incontro, il tredicesimo, di trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro tra Federmeccanica e le Segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm. Le distanze che riscontriamo, dopo oltre sei mesi di trattativa sono ancora tante.

Sulla questione salariale, la proposta di Federmeccanica è rigidamente ferma a quella già illustrata da il 22 dicembre, non ci sono stati passi avanti e nessuna novità, una proposta che tra l’altro manca di coerenza perché se si dichiara che il Contratto nazionale  è importante e che i due livelli contrattuali sono aspetti centrali e poi si fa una proposta esattamente contrastante, c’è qualcosa che non va.

L’impostazione salariale avanzata infatti, sgancerebbe il 95% delle aziende dalla sua applicazione, e non si può pensare di dare il contratto ad una parte residuale (5%) dei lavoratori. Una vera e propria devolution della regolazione salariale, che rischierebbe sicuramente di aprire in una seconda fase una devolution normativa per l’insieme dei metalmeccanici.

La proposta di Federmeccanica così com’è non solo impatta maggiormente sulle aziende più deboli, ma scarica le tensioni salariali per il recupero dell’inflazione in quel 95% delle imprese che non vedrebbero alcun aumento salariale. Inoltre, pensare che l’inflazione possa essere recuperata solo dopo 18 mesi dal costo subito del lavoratore, è inaccettabile. Possono essere individuate altre strade senza che questo pesi sui lavoratori.

Per noi il rinnovamento riguarda sia aspetti di merito che di metodo. Sulle relazioni sindacali non possiamo fermaci alle semplici dichiarazioni sulla partecipazione, ma c’è la necessità di attuare un cambiamento culturale cambiando e rafforzando gli strumenti contrattuali, accentuando il coinvolgimento dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali nei processi di informazione e consultazione.

La risposta negativa di Federmeccanica sulla contrattazione territoriale non è un segnale positivo per un miglioramento delle relazioni sindacali. Per noi è indispensabile che anche il 63% delle aziende (in cui lavorano il 30% dei metalmeccanici) oggi escluse, possa avere una contrattazione di secondo livello, dando la possibilità ai lavoratori di partecipare ai risultati economici delle imprese.

Bene invece le 260 euro annue messe a disposizione per chi non fa la contrattazione. Sono un passo importante, ma non sufficiente, serve un luogo a livello del territorio dove sviluppare la contrattazione collettiva. Apprezzabili anche i passi avanti fatti in questi mesi sul welfare, sanità e previdenza integrativa, che indubbiamente hanno riflessi positivi sul reddito dei lavoratori, compresa l’apertura al riconoscimento della copertura sanitaria anche ai lavoratori in Cassa integrazione e mobilità. Riteniamo inoltre che sugli aspetti riguardanti il diritto e alla formazione continua bisogna fare ulteriori passi in avanti.  Riscontriamo invece sull’orario di lavoro delle forti contraddizioni ed incoerenze: si passa dall’affrontare i temi di prospettiva come il lavoro agile; di favorire l’utilizzo di ore accantonate per anticipare l’uscita pensionistica, all’inserimento di temi antiquati come quello di proporre la riduzione dei permessi annui retribuiti (PAR) in relazione alla presenza e alla prestazione effettiva. Non sono esaustive nemmeno le proposte sui diritti dei lavoratori e sulla clausola sociale nel caso di cambio appalto.

A Federmeccanica diciamo che bisogna avere coraggio per rinnovare e cambiare, ma senza perdere di vista gli aspetti di tutela salariale e di rilancio della contrattazione aziendale e territoriale. Lo stesso coraggio lo si deve avere nel riformare un inquadramento professionale fermo al 1973 dove nella posizione ci sono troppe timidezze.

E’ profondamente sbagliato seguire un percorso che non ha nulla a che fare con il  rinnovamento; il contratto deve essere un valore per tutti: lavoratori e imprese. Dovrebbe essere reciproco interesse quello di puntare a rinnovare il contratto senza forzature e conflittualità. Federmeccanica deve perciò riflettere seriamente su questo. Il suo atteggiamento, se non modificato, porta dritti ad una situazione di scontro. I metalmeccanici sono sempre stati una categoria importante e il loro contratto ha sempre rappresentato una fase di avanzamento delle tutele, e per noi deve continuare ad esserlo.

Al termine dell’incontro abbiamo condiviso tra Fim, Fiom e Uilm  e prodotto un documento con la valutazione comune sullo stato della trattativa e l’informazione di tutti i lavoratori attraverso Assemblee e Attivi unitari regionali dei delegati, che vedrà anche nella fase intermedia un ulteriore tentativo con i presidenti di Federmeccanica e Assistal per sollecitare il superamento delle rigidità ed operare per concludere il contratto. Le Segreterie Nazionali di Fim, Fiom, Uilm, hanno varato inoltre un documento con l’impegno comune a garantire una nuova fase nei rapporti tra le organizzazioni sindacali e per il  pieno rispetto del pluralismo e di tutte le posizioni nei luoghi di lavoro e nei territori.

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