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Riforma costituzionale, FIM: Il Paese ha bisogno di riforme e coesione

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Comitato Esecutivo Fim-Cisl nazionale

Roma, 23 maggio 2016

ORDINE DEL GIORNO SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE

Il Paese ha bisogno di riforme e coesione

Il Parlamento ha approvato in via definitiva il 12 aprile il testo della riforma costituzionale: “Legge Costituzionale “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”.

Giunge così a conclusione un lungo e complesso iter parlamentare, iniziato più di due anni fa, che ha visto sei letture successive del provvedimento, e che terminerà con il referendum confermativo, previsto nel mese di ottobre, secondo la procedura di revisione costituzionale prevista dall’art 138 della Carta.

Sui vari aspetti, come già evidenziato nel documento della Cisl del 18 aprile 2016, si prevede il superamento del bicameralismo paritario tramite la creazione del Senato rappresentativo di regioni ed enti locali (con l’introduzione dell’elezione di secondo grado), e il miglioramento della capacità decisionale del Parlamento e della riduzione dei costi della politica, in conseguenza della semplificazione procedurale, come peraltro da noi più volte sollecitato, della riduzione dei tempi dell’iter legislativo e dell’attribuzione di una corsia preferenziale alle iniziative legislative del Governo.

Resta il bicameralismo perfetto, per alcune leggi quali: le leggi di revisione costituzionale e costituzionali, di attuazione delle disposizioni costituzionali a tutela delle minoranze linguistiche, sui referendum popolari, l’ordinamento, le leggi elettorali, gli organi di governo e le funzioni fondamentali dei comuni e delle Città metropolitane, i Trattati internazionali.

Significativo è il riassetto delle competenze legislative tra Stato e regioni, con il superamento della legislazione concorrente e la riattribuzione allo Stato di materie strategiche per l’ economia e lo sviluppo quali: infrastrutture strategiche, energia, ordinamento della comunicazione, mercati assicurativi, concorrenza, ambiente; protezione civile, commercio estero, beni culturali, turismo, politiche attive del lavoro, tutela e sicurezza del lavoro, previdenza complementare, finanza pubblica.

L’obbiettivo è quello di assicurare una regolazione uniforme e scelte efficaci su tematiche strategiche per il Paese. Si rafforza il cosiddetto Federalismo a velocità differenziata, previsto dall’ articolo 116 della Costituzione, prevedendo che le regioni virtuose, ovvero con bilanci in equilibrio, possano ottenere l’attribuzione di ulteriori competenze in politiche pubbliche di importanza regionale La riforma prevede inoltre il superamento degli enti, quali il Cnel e le Province, la modifica del processo di elezione del Presidente delle Repubblica con l’innalzamento del quorum in fase di voto parlamentare, la modifica delle disposizioni in materia di referendum popolari, con l’innalzamento delle firme necessarie a promuoverlo e l’abbassamento del quorum di validità.

Come sostenuto dalla Cisl, va sottolineata l’importanza politica del provvedimento e dei principali aspetti della riforma che, oltre al rilievo per l’assetto democratico delle istituzioni, possono contribuire a determinare conseguenze positive in termini di sviluppo economico e crescita del Paese. Per queste ragioni la Fim-Cisl esprime un orientamento complessivamente favorevole sulle proposte di riforma.

Su alcuni aspetti, ad esempio il superamento del Cnel, l’elezione di secondo grado dei senatori, l’ambito legislativo in materia ambientale e infrastrutturale, dovranno essere introdotte modifiche e miglioramenti in sede di legislazione ordinaria, per valorizzare il necessario ruolo delle parti sociali e dei livelli istituzionali decentrati, come nelle migliori esperienze europee.

La Fim-Cisl, riafferma il valore dell’autonomia da qualsiasi Governo, invita tutti i soggetti sociali a riorientare il confronto sulle diverse posizioni sul merito delle questioni, evitando il rischio di un dibattito pro o contro il Governo, e si impegna a svolgere un’azione di informazione in categoria, per approfondire i diversi aspetti della riforma e per svolgere un ruolo attivo, a partire dalla propria specificità, nel dibattito pubblico in corso nel Paese.

Serve, come sempre, favorire un voto informato e consapevole, che non si sostanzia in una contrapposizione tra chi difende e chi tradisce la Costituzione, né con lo scontro totale che in questi anni ha consegnato il Paese all’immobilismo e che oggi allontana i lavoratori dall’informazione meditata e dalla partecipazione consapevole.

Approvato all’unanimità

FIM-CISL NAZIONALE

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