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ILVA: Bentivogli, ancora non chiare intenzioni del Ministro.Piede in due scarpe e tempo perso sono letali per ambiente e occupazione

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Comunicato Stampa

Dichiarazione Segretario Generale Fim Cisl Marco Bentivogli

ILVA: Bentivogli, ancora non chiare intenzioni del Ministro.

Piede in due scarpe e tempo perso sono letali per ambiente e occupazione

 

Concluso l’incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico, oltre 62 i soggetti invitati. Durante l’incontro Arcelor Mittal ha ribadito tutti gli impegni presenti nel  contratto stipulato col precedente governo e presentato un addendum con alcune migliorie  sulle tempistiche di attuazione del piano ambientale. In particolare sono stati confermati i quattro ambiti principali presenti nel piano ambientale a partire dalla copertura dei parchi minerari da completare entro il mese di gennaio 2020, 18 mesi in anticipo rispetto al DPCM2017,  interventi sulle batterie dei forni a coke e su impianto di agglomerazione,  con nuovi filtri ibridi entro giugno 2021, 8 mesi in anticipo rispetto al precedente periodo previsto nel DPCM.

Sulla gestione delle acque confermato il trattamento di tutte le acque piovane con raccolta e separazione e completa eliminazione delle acque inquinate e la pavimentazione del parco loppa da completare entro 12 mesi dall’ingresso di Arcelor-Mittal.

Inserite delle misure di attuazione di economia circolare per il riciclo e riutilizzo dei residui e sottoprodotti, secondo l’applicazione del modello “Romeo” e delle migliori pratiche applicate da ArcelorMittal. Riconfermati gli impegni su trasparenza e rapporti con le comunità locali e la

necessità  di riaprire al più presto il negoziato sindacale .

L’incontro è stato un happening estivo, dopo l’ennesima illustrazione del Piano da parte dell’azienda è stato dato dal Ministro un minuto a testa e solo per domande tecniche con tempi contingentati fino alle 12, il ministro ha fornito la sua mail ministeriale per inviare considerazioni e domande.  Una modalità di portare avanti la vertenza inconcludente e che ha come unico obiettivo quello di allungare i tempi.

Da quanto illustrato oggi dall’azienda con l’addendum, abbiamo appreso la volontà di anticipare di qualche mese i tempi di realizzazione del piano ambientale, come previsto, tuttavia, anche nei tempi, nella vecchia AIA del 2012.

Alcune parti del piano ambientale come la copertura dei parchi già partite e si completeranno  in anticipo grazie al  tavolo sindacale.

Poco chiara invece la side su “decarbonizzazione” , dove si parla di una generica  esplorazione da parte di Arcelor-Mittal per l’eventuale uso di gas. L’azienda ha risposto al Governatore della Puglia che solo a “prezzi nord-americani” possono considerare tale ipotesi ma attualmente in Europa non è praticata. Nulla è stato detto rispetto al piano occupazionale e industriale, per noi piano ambientale e piano occupazionale vanno di pari passo senza voler dare precedenza ad uno o all’altro, per questo è necessario come ribadito dal Gruppo oggi riaprire subito il negoziato. Il tempo passa e il Paese in barba alle dichiarazioni sovraniste fatte in tv contro la Germania continua a importare acciaio proprio dai tedeschi, è vero quello che dice il Ministro, “il governo non ha fretta”, ma i lavoratori e l’industria si. Specie dopo 14 mesi dalla conclusione della gara. Se ha gli estremi la annulli, altrimenti si vada avanti velocemente.  Intorno all’Ilva si continua a fare campagna elettorale senza assumersi responsabilità e questo non risolve né la questione ambientale,  né quella occupazionale La democrazia non prevede monologhi, il Ministro ancora oggi non ha chiarito al tavolo cosa vuole fare su Ilva, salvo poi dire in conferenza stampa che è in attesa del parere dell’avvocatura di Stato.  Non si può continuare a dare ragione a tutti, va bene ascoltare tutti, sta in capo alle prerogative del Ministro, ma bisogna scindere ruoli e ambiti di rappresentanza e accelerare i tempi e poi soprattutto decidere, noi siamo per ambientalizzare la produzione dell’acciaio, altri al tavolo ritengono che sia comunque da chiudere, il Ministro ancora una volta cerca un parere esterno per fare quello che gli compete, decidere.

 

Roma, 30 luglio 2018

Ufficio Stampa Fim Cisl

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