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I CRASH TEST DEL GOVERNO LI PAGANO I LAVORATORI!

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IL FONDO COMETA È UNA COSTRUZIONE SOLIDA DI TUTELA PREVIDENZIALE
DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI.
MA LE POLITICHE ECONOMICHE DEL GOVERNO NON DEVONO AGGRAVARE
I RISPARMI DEI LAVORATORI, DEI PENSIONATI E DEI CITTADINI.

In queste giornate convulse di preparazione della manovra di bilancio da parte del Governo e di bocciatura da parte dell’Unione Europea per il mancato rispetto dei trattati in materia di deficit e debito, il differenziale dei tassi di interesse (il cosidetto spread) tra BTP (buoni del tesoro italiani) e BUND (buoni del tesoro tedeschi) si è impennato è viaggia a 320 punti. Che significa che i tassi di interesse pagati dallo Stato italiano per vendere sul mercato (banche, cittadini, enti istituzionali, fondi italiani e esteri) buoni del tesoro italiani, sono sempre più elevati. Nel caso di differenziale a 320 significa 3,2 punti percentuali in più di tasso di interesse da pagare per il futuro, cioè sulle nuove emissioni! (quindi non sui buoni già emessi).

La vendita sul mercato di buoni del tesoro è necessaria per lo Stato, e serve per raccogliere risorse e per finanziare i propri impegni di spesa corrente (sanità, assistenza, previdenza, istruzione) e di investimenti (infrastrutture, reti, manutenzione).
È evidente che il prezzo maggiore dei BTP italiani sul mercato produce effetti preoccupanti per tutti:

  1. innanzitutto aggrava l’impegno di spesa dello Stato che dovrà restituire ai sottoscrittori un interesse maggiore;
  2. in secondo luogo aggrava il disavanzo di bilancio dello Stato, che quindi dovrà essere “coperto” da maggiori entrate e/o da minori spese;
  3. in terzo luogo abbassa il valore “patrimoniale” dei BTP già in circolazione e in possesso di lavoratori, pensionati, cittadini, banche, assicurazioni, fondi.

Quando si afferma che lo spread “brucia” (brucia virtualmente, cioè se si vendesse oggi) valore del risparmio, significa esattamente descrivere questo effetto. Il problema di perdita di valore “patrimoniale” coinvolge tutto il risparmio, tra cui le obbligazioni e i BTP, che riguarda tutti i cittadini che hanno investito nei diversi strumenti finanziari, che riguarda certo anche i fondi pensione, le polizze assicurative, i piani pensionistici individuali, che pesa sui bilanci patrimoniali e sul credito delle banche e di tutti gli istituti finanziari.
Il problema quindi non è di Cometa (che ha una visione di lungo periodo legata alla mission del Fondo stesso), ma di tutto il risparmio e della validità o meno della politica economica attuata dal Governo.

COMETA, E GLI ALTRI FONDI CONTRATTUALI, TUTELA I LAVORATORI BENE E MEGLIO RISPETTO AD ALTRE FORME DI INVESTIMENTO FINANZIARIO.
In quanto: la previdenza complementare è collettiva e definita dal contratto, è agevolata fiscalmente, è previsto il contributo dell’azienda, i costi di gestione sono bassi vista l’assenza dello scopo di lucro, la governance e il controllo è delle parti sociali, c’è il controllo pubblico sulle scelte di investimento.
Il lavoratore aderente a Cometa, potrebbe risentire dell’andamento dei tassi di interesse solo in caso di vendita, e comunque da raffrontare rispetto al prezzo di acquisto originario, in quanto la sua posizione va misurata su un arco temporale medio-lungo ed è inoltre garantita dalle regole previste dal comparto scelto.

COMETA, COME TUTTI I FONDI PENSIONE CONTRATTUALI, NON HA SCOPO DI LUCRO, NON FA SPECULAZIONE FINANZIARIA, NON FA VENDITE ALLO SCOPERTO, È SOTTOPOSTO AL CONTROLLO DELL’AUTORITÀ PUBBLICA COVIP.

COMETA HA UN UNICO OBIETTIVO: QUELLO DELLA TUTELA PREVIDENZIALE DEL LAVORATORE.

Fa investimenti nei comparti su scelta del lavoratore, previsti dallo Statuto e approvati dalla Covip:

  1. MONETARIO PLUS, comparto di uscita per aderenti vicini alla pensione, 100% di obbligazioni, garan-
    zia del capitale nominale accumulato, profilo di basso rischio di volatilità massimo 1%.
  2. SICUREZZA, raccolta del TFR tacitamente conferito da 1/9/2015 al 31/8/2016, massimo 10% di azioni,
    il resto in obbligazioni, garanzia del capitale nominale accumulato.
  3. REDDITO, comparto di ingresso per i nuovi iscritti, 80% in obbligazioni, 20% in azioni, garanzia alme-
    no del rendimento legale del TFR, profilo di medio rischio di volatilità massimo 5%.
  4. CRESCITA, comparto per massimizzare il rendimento, 56% in obbligazioni, 44% in azioni, profilo di
    medio-alto rischio di volatilità massimo 8%.

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