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FCA: Altri licenziano, qui lanciano nuovi prodotti Ora infrastrutture per la mobilità del futuro” – La Stampa 30 novembre 2018

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Altri licenziano, qui lanciano nuovi prodotti Ora infrastrutture per la mobilità del futuro”

La Stampa, 30 novembre 2018 – di Maurizio Tropeano

Controtendenza positiva. Per Marco Bentivogli, segretario della Fim Cisl, questa è la chiave di lettura del piano industriale Fca per l’Italia. Perché questa interpretazione?

“Un piano che non chiude stabilimenti e assicura la piena occupazione al 2021 è sicuramente in controtendenza rispetto a Gm che invece ha annunciato la chiusura delle fabbriche e il taglio di quasi 15 mila posti di lavoro. E’ un segnale che dovrebbe essere valorizzato”

Non è troppo ottimista?

“A differenza del passato è già stato deliberato l’acquisto di parti dei nuovi impianti produttivi. Dunque il piano di investimenti è già operativo senza dimenticare che rispetto al programma presentato a giugno dove erano stati annunciati investimenti in Europa da 8.7 miliardi in 5 anni adesso parliamo di 5 miliardi in tre anni solo per l’Italia. E’ una concentrazione straordinaria i nuovi prodotti.

Chi dovrebbe valorizzare il piano?

“In quel piano c’è un altro aspetto chiave: il ritorno in Italia della produzione di due nuovi modelli, cioè la Fiat 500, stavolta elettrica e ipertecnologica, fino ad oggi in Polonia. A Melfi, invece, si farà la Jeep Compass ibrida per tutta l’area Emea, fino ad oggi prodotta solo in Messico. Tutti gli stabilimenti italiani saranno aggiornati con piattaforma elettrica o ibrida. E poi contrariamente a quanto annunciato, non si fermerà la produzione del diesel nel 2021. A Pratola Serra si costruiranno dal 2021, gli euro6 diesel di ultima generazione”.

Non ha risposto alla domanda…

“Si tratta di investimenti che Fca realizza senza un centesimo di denaro pubblico e che puntano anche su innovazione e ricerca e che mettono al centro della sperimentazione si ibrido e elettrico e guida autonoma gli stabilimenti di Mirafiori, Melfi e di Cassino e tutto il Gruppo. Sono investimenti che vengono fatti in supplenza nei confronti di un governo che su grandi opere e sostegno all’innovazione va in ritirata”.

Come si fa a valorizzarlo?

“Adesso dobbiamo capire quali saranno gli interventi messi in campo dal MiSE sulla infrastrutturazione della nuova rete per assicurare l’approvvigionamento elettrico. E poi serve una nuova regolamentazione: non ci sono normative per la nuova mobilità elettrica e per la nuova guida autonoma”.

Dunque?

“Saranno realizzati investimenti per prendere parte della gamma ibridata ed elettrificata e 100%connessa. Serve un impegno del governo e delle istituzioni locali per creare questo nuovo eco-sistema intelligente e interconnesso. Deve essere chiaro che le normative sulla transizione alla nuova mobilità dovranno considerare le tempistiche e fare in modo che gli obiettivi siano realistici e non solamente teorici e autolesionistici”.

Secondo la Fiom c’è il rischio di un progressivo disimpegno da Torino. E’ così?

“Mirafiori, invece, è centrale: sarà al momento, la piattaforma produttiva elettrica del gruppo in questo campo utilizzabile per la transizione almeno in tutta l’area Emea. Non solo, si rinnoverà tutta la gamma Maserati e un incremento sulla trasmissione. Per Torino e l’Italia le notizie sono positive nonostante ci sia parte del paese che non vede l’ora di poter celebrare il funerale di questo grande gruppo, le sembra normale?”

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