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Fca: Bentivogli;” Nel rilancio il sindacato ha avuto un ruolo decisivo” – Corriere della Sera 30 novembre 2018

Bentivogli:” Nel rilancio il sindacato ha avuto un ruolo decisivo”

Corriere della Sera, 30 novembre 2018 – di Rita Querzé

Quattro nuovi modelli e nove restyling. Un buon “bottino” per gli stabilimenti italiani fi Fca. “Credo che questo risultato sia frutto anche della credibilità del sindacato in Fca e degli accordi fatti in passato”. Rivendica il leader della Fim Marco Bentivogli.

Sufficienti queste novità perché gli stabilimenti italiani aggancino il futuro con la produzione di auto elettriche e a guida autonoma?

“Credo di sì. Per noi quello di ieri è un risultato oltre le attese. Registriamo non solo un’accelerazione degli investimenti ma anche una loro concentrazione in Italia senza intervento del governo e senza un euro di denaro pubblico. La 500 che veniva fatta in Polonia arriva a Mirafiori full electric e ipertecnologica. La Compass dal Messico arriva a Melfi”.

In alcuni siti la cassa sta finendo. Le nuove linee arriveranno in tempo?

“I processi per la costruzione dei nuovi impianti sono già partiti. L’obiettivo della piena occupazione nel 2021 è a portata di mano. Da qui ad allora se ci fossero disallineamenti ci potrebbero essere ammortizzatori per riorganizzazione”.

Voci di vendita di Comau: avete chiesto chiarimenti?

“Si certo. Prima però mi lasci dire una cosa. Quello che arriva oggi è il risultato di una sfida contrattuale di successo. Vinta nonostante chi remava contro. Abbiamo dimostrato che è possibile mantenere la produzione manifatturiera in un’economia matura senza peggiorare le condizioni di lavoro. Per quanto riguarda Comau, Manley e Gorlier hanno detto che nessun progetto di vendita è mai stato discusso”.

Quale futuro per la fabbriche dove oggi si producono motori diesel?

“A Cento (Ferrara) i motori marini e industriali si aggiungeranno alla produzione dei diesel rinnovati, su Pratola Serra (Avellino) la discussione è aperta rispetto a un’evoluzione verso modelli elettrici”.

Sempre più spesso le grandi città fermano i diesel.

“Se questi divieti dovessero moltiplicarsi e accelerare le ricadute su occupazione e produzione saranno invitabili. E’ un elemento di cui tener conto. Invito tutti a una visione obiettiva delle cose. Il diesel euro6 rispetto all’euro4 ha ridotto del 40% le emissioni di biossido di azoto.

Il confronto per il rinnovo del contratto in Fiat è partito su tavoli separati. Voi e la Uilm da una parte, la Fiom dall’altra. Possibilità di una ricomposizione?

“Mentre discutevamo l’ipotesi di una piattaforma unitaria la Fiom stessa ha chiuso ogni negoziato unitario presentando da sola una piattaforma tutta ideologica, senza nessuna concretezza”.

Con Federmeccanica però avete firmato insieme il contratto nazionale.

“In Federmeccanica la Fiom ha riconosciuto il lavoro fatto negli accordi separati facendo un’intesa ancora più innovativa su cose che aveva contestato a pochi mesi prima. In Fiat invece la fortuna mediatica fatta su una radicalizzazione della scontro impedisce alla Fiom di voltare, come auspicio, pagina”.

Quale è il passo mancante?

“Condividere l’idea dell’esigibilità dei contratti e l’accettazione delle decisioni della maggioranza. D’altra parte si tratta di principi base di ogni organizzazione democratica, mi pare il minimo”.

All’uscita ha subito una contestazione dei Cobas…

“Mi spiace sia finita così, mi sarei volentieri confrontato con loro sul merito. Ma l’intento era lo scontro”.

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