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Rino Caviglioli

23 Gennaio 2016

Rino Caviglioli. Sono nato a Roma, il 15 agosto 1941, nel popolare quartiere Prenestino, vicino al luogo dove poi fu costruita la chiesa di San Leone. Mio padre era tramviere, un posto di lavoro povero, ma sicuro e relativamente apprezzato nella scala sociale. Aveva fatto per alcuni anni il carabiniere, poi aveva conosciuto mia madre. Allora i carabinieri potevano sposarsi solo in età piuttosto avanzata per il tempo, ma lui voleva la sua donna: lasciò l’arma e fece per un po’ di tempo il muratore, all’Eur in costruzione, finché riuscì ad entrare all’Atac, come si chiamava allora l’azienda tramviaria romana. Mia madre, dopo aver fatto la sarta in casa per qualche tempo, s’era fatta casalinga per accudire lui, me e le tre sorelle che mi circondavano, Lina Laura ed Enrica, due più grandi e una più piccola. Abruzzese mia madre, umbro mio padre.
Davanti le finestre di casa, nel cortile interno, c’era un piccolo orto, che mio padre aveva inventato e coltivava, ricordo e retaggio della sua ripudiata origine contadina, distribuendone poi i prodotti anche agli altri inquilini del palazzo. Di fianco un grande spazio sterrato che chiamavamo pomposamente “i giardinetti”, anche se non c’era né una pianta né un filo d’erba. Comunque era uno spazio libero per giocare e per le giostre itineranti. Poi lì hanno costruito la chiesa di San Leone con un piazzale davanti e, accanto, il campo sportivo, i locali per le attività dei gruppi e delle associazioni religiose, le abitazioni per i sacerdoti e per le suore. Tra i sacerdoti arrivò Don Luigi Di Liegro, il “mio prete”.

Testimonianza raccolta in più colloqui nel corso del 2012 e rivista in febbraio 2013 Scarica il documento integrale

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