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LE FABBRICHE SI FERMINO FINO A DOMENICA 22 MARZO PER APPLICARE LE MISURE SANITARIE DI CONTRASTO AL COVID-19

12 Marzo 2020

Comunicato Stampa

LE FABBRICHE SI FERMINO FINO A DOMENICA 22 MARZO PER APPLICARE LE MISURE SANITARIE DI CONTRASTO AL COVID-19

Da giorni stiamo provando a non bloccare le produzioni, cercando le soluzioni più adeguate, consapevoli dei costi umani ed economici, a partire dalla Lombardia e dalle altre aree più colpite, ma la gran parte delle aziende non sono ancora del tutto preparate a gestire questa emergenza. I lavoratori sono giustamente spaventati.
Data la difficoltà generalizzata a un’esatta e puntuale applicazione nei luoghi di lavoro delle misure sanitarie prescritte dal Governo, a cui chiediamo norme chiare e cogenti per le imprese, e l’oggettiva penuria di dispositivi di protezione individuale utili a prevenire i contagi, Fim, Fiom, Uilm ritengono necessaria una momentanea fermata di tutte le imprese metalmeccaniche, a prescindere dal contratto utilizzato, fino a domenica 22 marzo, al fine di sanificare, mettere in sicurezza e riorganizzare
tutti i luoghi di lavoro.
Ovviamente sono escluse le aziende che svolgono servizi pubblici essenziali e quelle che producono materiali sanitari, nonché i lavoratori, adeguatamente protetti, che garantiscono la salvaguardia degli impianti e quelli già collocati in smart working.
Chiediamo quindi di concordare fermate produttive “coperte” innanzitutto con strumenti contrattuali o con eventuali ammortizzatori sociali ove previsti dalla normativa; in mancanza di ciò dichiariamo sin d’ora l’astensione unilaterale nazionale nell’intero settore merceologico, a prescindere dal Contratto utilizzato. A copertura di ciò proclamiamo lo sciopero per tutte le ore necessarie.
Eventuali periodi di fermata inferiori potranno essere concordati con la
rappresentanza sindacale o con le organizzazioni sindacali territoriali previa verifica dell’adozione di tutte le misure sanitarie possibili.

Roma, 12 marzo 2020

Fim, Fiom, Uilm Nazionali

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Il lavoro è un momento di grandi relazioni e contatto con tante persone.
Prestiamo tutti, anche noi sindacalisti, attenzione ad alcuni accorgimenti.
La crisi del 2008 ci ha fatto perdere il 25% del tessuto industriale senza successivi, rilevanti, effetti compensativi; questa emergenza sanitaria determinerà una ulteriore contrazione di capacità produttiva e perdite di 650 miliardi di euro secondo le stime del Cerved.
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