Abbiamo rovinato l’Italia? – Il Libro di Marco Bentivogli

Abbiamo rovinato l’Italia? di M. BENTIVOGLI – Book Trailer

Marco Bentivogli

Abbiamo rovinato l’Italia?

perché non si può fare a meno del sindacato

Collana: Radar

Pp. 208 – Euro 16.50

Milano 18 ottobre 2016 – ore 18.00

presso Palazzo Giureconsulti – Sala del Parlamentino (piazza dei Mercanti 2, Milan

METALMECCANICI DI TUTTA ITALIA UNITEVI!

L’industria è ritornata al centro del dibattito politico del Paese: ne sono segno il Piano Calenda su Industria 4.0 e le misure a sostegno delle imprese e della contrattazione contenute nella Legge di Bilancio. Nel frattempo dietro le quinte prosegue il confronto per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. Si inserisce in questo contesto la tavola rotonda organizzata domani 19 ottobre alle ore 18 presso Palazzo Giureconsulti a Milano, dal gruppo “Think-in”, specializzato in temi riguardanti il welfare e le relazioni industriali, che prende lo spunto dalle suggestioni critiche del libro di Marco Bentivogli (Segretario Generale Fim-Cisl) Abbiamo rovinato l’Italia? Perché non si può fare a meno del sindacato (Castelvecchi Editore 2016), per dibattere del futuro del lavoro e del sindacato in Italia. Con l’autore si confronteranno Massimo Bottelli (Direttore Settore Lavoro e Welfare di Assolombarda) e Luciano Fontana (Direttore del “Corriere della Sera”) moderati da Giuseppe Sabella (Direttore di Think-in).

Una parte di opinione pubblica vede i sindacati (e i sindacalisti) italiani come una forma di resistenza ai cambiamenti, di ostacolo allo sviluppo della modernità.  Luogo comune, strumentazione mediatica o politica oppure c’è stato qualche errore che ha consentito l’affermazione di una visione così feroce? Marco Bentivogli, giovane sindacalista, segretario generale dei metalmeccanici della Fim Cisl parte da una critica sincera dei limiti del sindacato per descrivere con un’analisi molto interessante, fatta anche di esempi concreti, un modo diverso di essere e fare rappresentanza, in un momento storico in cui “rappresentare” gli altri è diventata una delle sfide più difficili e al contempo cruciali della società moderna. Sindacalista che rispetta e conosce in profondità la storia della sua organizzazione, oggi però guarda al presente di quello che è il sindacato e di quello che sarà in futuro e racconta ciò che sta dietro ai luoghi comuni: una realtà fatta di persone e di storie che si inseriscono in un contesto lavorativo profondamente mutato rispetto anche ad un recente passato, un contesto caratterizzato anche da importanti innovazioni tecnologiche o organizzative, come il world class manufacturing o lo smart working ad esempio.

“Abbiamo rovinato l’Italia? perché non si può fare a meno del sindacato” parte da un’analisi di come è cambiata e sta cambiando la geografia del lavoro, in Europa e nel mondo, e approfondisce il contesto in cui si inserisce la nuova fabbrica in quella che viene definita la Quarta Rivoluzione Industriale, Industry 4.0. Bentivogli, partendo dalla diretta esperienza delle dure vertenze industriali del Paese a cui ha preso parte (tra cui Whirlpool-Indesit, Ilva, Ast, Alcoa), approfondisce il tema delle relazioni industriali nel nostro Paese, della loro evoluzione per stare al passo dei cambiamenti in atto e della scelta dell’innovazione e della partecipazione nelle contrattazioni aziendali e nazionali. In tutto ciò anche il sindacato deve sapere rinnovarsi, studiando, facendo ricerche, sull’organizzazione del lavoro, su Industry 4.0, sui Big Data e sulle nuove tecnologie, per ritornare a coinvolgere migliaia di ragazze e ragazzi. Il sindacato che serve al nostro Paese può essere un collante fondamentale della coesione e barriera della vulnerabilità sociale e può contribuire allo sviluppo organizzativo e alla crescita produttiva e sociale. È questo, appunto, il sindacato di cui “non si può fare a meno”.

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BENTIVOGLI ospite su LA7 IN ONDA il 01/07/2016 – Il Segretario Generale della Fim Cisl Marco Bentivogli ospite alla trasmissione LA7 IN ONDA presenta il suo libro e si confronta con Sergio Cofferati e Alan Friedman. GUARDA IL VIDEO

 

 

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