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Buon anno a tutta la Fim

31 Dicembre 2018

Roma 31 dicembre 2018

Carissima fimmina, carissimo fimmino,

Carissime/i,

il 2018 sta per terminare. È stato un anno di transizione, per molte aziende si è consolidata l’uscita dalla crisi, per altre non sono finite le difficoltà… In tutte le situazioni la Fim ha continuato a operare per tenere insieme l’emergenza di scongiurare delocalizzazioni e licenziamenti e promuovere la prospettiva di un paese che diventi un habitat più favorevole al lavoro, ai lavoratori e alle imprese che rispettano la loro dignità e l’ambiente. In queste ultime settimane l’incertezza politica sta di nuovo facendo rallentare tutta l’economia reale. Continueremo a proporre, a chiedere al Paese – a tutti, a partire dalla politica – di rimettere al centro del loro pensiero e della loro azione IL LAVORO. Il lavoro di tutti quelli che pagano le tasse onestamente, per cui la propria fabbrica, la propria occupazione non sono solo un mezzo per arrivare a fine mese, ma sono tanto di più: sono diritto di cittadinanza, dignità, identità sociale, voglia di lottare per continuare ad abitare nelle loro terre, anche quando tutte le condizioni sembrano remare contro e li spingerebbero a fare le valigie. Continuiamo a credere, fermamente, nell’art.1 della nostra Costituzione, sul lavoro deve essere fondata la nostra Repubblica, non sui sussidi. Il lavoro resta lo strumento cardine su cui affermare la nostra dignità, dare il nostro contributo onesto al Paese, costruire legami solidali.

Difendere il lavoro oggi significa fare i conti con l’innovazione tecnologica, promuoverla con competenza e capire come possa contribuire a umanizzare il lavoro e dare nuova vita all’industria. Per questo ci occupiamo con rigore di analisi e proposta dal 2014 di industry4.0, intelligenza artificiale e le moderne infrastrutture di blockchain. Innovazioni che cambieranno la vita delle persone e non possono non trovare un sindacato incapace di dire la sua su questi cambiamenti. Per proporre bisogna conoscere e partecipare, nello stile di un sindacato che non scappa mai perché non lascerà mai soli i lavoratori.

Ecco perché anche durante questo anno abbiamo continuato a seguire le vertenze più dure del Paese, quelle che non si sono ancora concluse (Ilva, Alcoa, Aferpi, Ast, Bekaert, Blutec DkElectron, Honeywell, Jp Merloni, HPS, Ball) ma anche tante altre, in tutto il territorio italiano, perché dietro di esse ci sono intere comunità di famiglie che vogliono risposte, che meritano soluzioni anche quando le stesse dovrebbero essere fornite da altri, a partire dalla politica. Siamo consapevoli che, come sempre, dopo le passerelle e le campagne elettorali, i lavoratori troveranno sempre e solo noi al loro fianco.

In alcuni casi abbiamo realizzato accordi importanti quanto difficili, mettendoci sempre la faccia e non scappando mai dalle responsabilità.

Il 2019 sarà un anno in cui spingere con più forza per la gestione dei Contratti Nazionali firmati, e rendere vivi gli strumenti innovativi che vi abbiamo inserito o potenziato (la partecipazione, la cultura della sicurezza, il diritto soggettivo alla formazione, il nuovo sistema di inquadramento, l’assistenza sanitaria integrativa, la previdenza complementare, i flexible benefits) per tenere insieme TUTTI I METALMECCANICI ITALIANI e dare loro maggiore forza per contrattare benessere, partecipazione alle scelte aziendali e all’organizzazione del lavoro in TUTTI I POSTI DI LAVORO. Ci aspettano importanti rinnovi di Contratto nei grandi gruppi a partire da Fca-Cnhi-Ferrari e Leonardo e la tanta nuova contrattazione aziendale che stiamo mettendo in campo.

Il 2018 si chiude con una legge di bilancio che sacrifica lo sviluppo e la creazione di lavoro per un assistenzialismo che non ha nulla a che fare con la guerra alla povertà su cui il Rei (reddito di inclusione) proposto da Cgil Cisl Uil e introdotto dal gennaio scorso ha già raggiunto 1 milione di italiani e 300.000 famiglie. Non è la prima volta che i Governi, con i condoni fiscali e edilizi premiano criminali ed evasori, ma questo è un ulteriore schiaffo ai lavoratori e pensionati che hanno pagato onestamente tutte le tasse. E aumenta la pressione fiscale al 42,4%, ovviamente per chi le paga: le tasse sono troppo alte anche perché gli evasori in Italia sono trattati come i furbi, mentre negli altri paesi come criminali. In compenso si taglia la spesa per l’istruzione, la formazione e si consente di nuovo agli enti locali di aumentare le tasse. Non siamo mai pregiudiziali con aziende e Governi, ci muoviamo sempre in base al merito. Aver finto uno scontro con l’Europa sul 2,4% di deficit per poi ripiegare sul 2,04% non è stato gratis, è costato oltre 4 miliardi di euro per l’aumento dello Spread e degli interessi sul nostro enorme debito pubblico e del costo del denaro, a cui si aggiungono le perdite di capitalizzazione in borsa (oltre 100 miliardi) e i maggiori costi di mutui e finanziamenti. Soldi che non pagheranno i ricchi che invece ne traggono profitto, ma tutti coloro che devono fare un mutuo e che hanno bisogno di prestiti per la propria famiglia o impresa dalle banche.

Il 2018 è stato l’anno della FIM anche perché abbiamo continuato a dimostrare che esiste un Sindacato che sa rinnovarsi lontano da logiche di “rottamazione”, anzi, che sa ritornare alle scelte e ai valori originari, innovando modalità e strumenti. Un Sindacato preparato e competente che non guarda all’indietro, ma avanti, che si prepara alla nuova rivoluzione industriale per accompagnare i lavoratori verso le nuove sfide. E un Sindacato che ascolta le persone, che ci parla, che non le ha mai lasciate sole, in nessun momento.

Se siamo riusciti a fare tutto questo è solo perché siamo una SQUADRA MERAVIGLIOSA, sempre più grande e unita, in cui il contributo di tutti è il bene più prezioso. Per questo ti ringraziamo: perché con la tua passione, il tuo impegno e la tua convinzione rendi grande e forte la FIM. Ora ci aspettano altre sfide. Tra cui la più alta: quella di contribuire a combattere la paura, l’odio, la rassegnazione che oggi più che mai imprigionano le energie positive delle persone, in particolare dei giovani. Fare recuperare loro speranza, riempire il grande vuoto promettente della nostra forza e libertà delle nostre idee, è l’obiettivo più bello e più grande che il Sindacato si possa dare.

Insieme, come sempre, ce la faremo!

Non sono finite le buone battaglie per cui spendersi, continuiamo a organizzarci al meglio, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.

Il futuro, se ne è persa ogni visione, vogliamo restituirlo ai giovani, gelosi della nostra storia, delle nostre tradizioni che non sono adorazione della cenere ma custodia del fuoco che oggi come ieri porta un lavoratore metalmeccanico di qualsiasi età a impegnarsi con i propri amici per cambiare le cose, per vincere insieme anche per chi arriverà dopo di loro, per lasciargli un lavoro e un mondo migliore.

L’insegnamento della FIM è la sua eredità etica, lo stimolo a inter rogarci sempre,il valore dell’esempio, il coraggio di fare delle scelte, di essere cittadini fino in fondo, consapevoli che il male non è solo di chi lo commette ma anche di guarda e lascia fare.

Sono giorni difficili per il paese, il rancore sembra prevalere, distruggere e abbrutire i legami umani, anche nei luoghi di lavoro. Ma non c’è solo il populismo.

C’è un’Italia che ha preso coscienza.

Che vuole vivere e non lasciarsi vivere.

C’è questa Italia che non delega.

Quella che considera valori l’umiltà, la tenacia, il coraggio di rispondere ogni giorno alla propria coscienza. Dobbiamo impegnarci, di più tutti, la speranza si costruisce insieme. Insieme.

Solo così la voglia di cambiamento può diventare forza di cambiamento.

L’impegno sindacale è uno dei più belli che possa capitare. “Sortire” insieme dai problemi non è solo più efficace ma cambia la vita.

Ci riconsegna alla nostra umanità. All’essere persone che crescono e si liberano con i propri valori e nel loro lavoro.

La FIM è questo, una bella organizzazione condannata a pensare.

Grazie ancora di tutto quello che hai fatto per la FIM nel 2018 e tantissimi auguri per un 2019 pieno di speranza!

Come sempre, più di sempre, W la FIM.

Il Segretario Generale Fim Cisl Marco Bentivogli

Scarica la lettera del Segretario Generale Marco Bentivogli

 

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