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C’è l’accordo in Fca, aumento di 144,5 euro – Bentivogli (Fim): abbiamo raggiunto un ottimo risultato – Corriere della Sera 140319

12 Marzo 2019

C’è l’accordo in Fca, aumento di 144,5 euro

Gorlier: impegno verso l’Italia. Bentivogli (Fim): abbiamo raggiunto un ottimo risultato

di Rità Querzé – Corriere della Sera,  12 marzo 2019

Per i lavoratori di Fca, Cnhi Industrial e Ferrari aumenti annuali del 2% composto della paga base per quattro anni, che corrispondono a un incremento a regime medio di 144,5 euro al mese. Questo mettono in tasca gli 87 mila dipendenti del gruppo con il rinnovo del contratto, che è nazionale e aziendale allo stesso tempo. “Insieme al piano industriale per l’Italia, confermato nei giorni scorsi, l’accordo di oggi rappresenta un ulteriore impegno dell’azienda nei confronti di tutti i lavoratori del gruppo in Italia e dell’intero Paese”.

Sottolinea Pietro Gorlier, ceo della regione Emea di Fca. “L’incremento complessivo dell’8,24%, è pari a oltre il doppio del tasso di inflazione previsto nel quadriennio”, rivendicano invece i sindacati firmatari: Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic, Uglm e Aqcf (Associazione quadri e capi Fiat). Da notare anche che qui gli aumenti saranno garantiti prima che si verifichi la rispondenza con l’inflazione reale, a differenza di quanto avviene con il contratto dei metalmeccanici di Federmeccanica.

In Fca, il primo aumento arriverà il primo aprile, quello successivo a febbraio 2020 quindi a gennaio 2021 e gennaio 2022. Fino a ieri, a parità di livello, i compensi del contratto di Fca erano inferiori a quelli di Federmeccanica. Ora non più. Già dal prossimo aprile per un operaio del quinto gruppo seconda fascia il gap sarà colmato e la retribuzione sarà maggiore di oltre 6 euro. Inoltre il gruppo aumenterà dello 0,5% – fino al 2,2% della retribuzione –  il versamento alla previdenza complementare. Evoluzioni sfidanti in prospettive del rinnovo del contratto dei metalmeccanici in scadenza a dicembre (che prevede un versamento delle aziende sulla previdenza integrativa del 2%). Per completare il quadro dell’accordo, da segnalare anche gli incrementi sui premi di risultato variabili, l’introduzione di 40 ore annue di diritto allo studio per chi è iscritto all’università, incrementi della sanità integrativa, l’istruzione di una commissione che ha un anno di tempo per riforma degli inquadramenti professionali. “Questo accordo è un grande segnale di fiducia e riconoscimento del lavoro svolto dai lavoratori e dal sindacato – rivendica Marco Bentivogli, leader della Fim-Cisl ─Questo pone le basi di una sfida in vista del rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici con Federmeccanica”. Francesca Re David, a capo della Fiom, però, contesta l’intesa. Tra le altre cose, lamenta l’impossibilità di negoziare sulle stesse materie del contratto anche a livello di stabilimento. E la mancanza di un referendum sull’accordo stesso. “La Fiom non accettò i referendum a Mirafiori e Pomigliano, non può invocare i referendum a seconda delle proprie esigenze – dice Bentivogli ─. In ogni caso, credo che Re David non abbia ancora letto l’accordo”.

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