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Bosch: servono soluzioni strutturali e di lungo termine per lo stabilimento di Bari, Regione mantenga impegni su formazione

28 Giugno 2019

Comunicato stampa

Dichiarazione del coordinatore nazionale Gruppo Bosch Raffaele Apetino,e del Segretario Fim Cisl Bari  Pascazio Donato

Bosch: servono soluzioni strutturali e di lungo termine per lo stabilimento di Bari,

Regione mantenga impegni su formazione

Oggi si è tenuto a Roma presso il MiSE l’incontro con il governo, la direzione aziendale di Bosch e regione Puglia, e le organizzazioni sindacali e territoriali di Fim, Fiom, Uilm  sulla vertenza Bosch di Bari.

La situazione industriale dei siti italiani, ed in particolare quello di Bari, che è fortemente colpito dal calo delle vendite diesel che solo nell’ultimo anno ha visto una contrazione di circa il 12% delle vendite.  Questo rende necessario una revisione sugli affidamenti produttivi per i siti italiani per consentirne la piena ripresa e occupazione.

Nonostante la solidarietà di attività lavorative tra gli stabilimenti,  è chiaro che quest’ultima non può essere la soluzione, sarebbe solo un palliativo momentaneo. Per la Fim bisogna affrontare da subito la questione  vista la disponibilità del governo con Invitalia. Al momento gli ammortizzatori sociali, che però hanno una scadenza e gravano sul reddito dei lavoratori, possono rappresentare come la solidarietà tra i siti sulle produzioni una pezza temporanea ma serve lavorare per centrare entro il 2022 l’obiettivo industriale che porti alla saturazione dell’impianto pugliese.

Abbiamo chiesto e ottenuto un incontro specifico a Bari, incalzeremo la regione Puglia affinché la disponibilità di sostegno ai lavoratori si tramuti in fatti. È chiaro che non resteremo a guardare qualora nel prossimo incontro a Bari  non portasse un piano industriale che metta al centro lo sviluppo del sito di Bari e dei suoi 2000 lavoratori.

27 giugno 2019

Ufficio Stampa Fim Cisl

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Prestiamo tutti, anche noi sindacalisti, attenzione ad alcuni accorgimenti.
La crisi del 2008 ci ha fatto perdere il 25% del tessuto industriale senza successivi, rilevanti, effetti compensativi; questa emergenza sanitaria determinerà una ulteriore contrazione di capacità produttiva e perdite di 650 miliardi di euro secondo le stime del Cerved.
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