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Aziz Sadid, immigrazione: l’integrazione si pratica dando alle persone la dignità e riconoscendo il diritto di essere italiani a chi nasce nel nostro Paese

3 Marzo 2020

Comunicato Stampa

Dichiarazionedi Aziz Sadid responsabile nazionale Fim Cisl immigrazione  

Immigrazione: l’integrazione si pratica dando alle persone la dignità e riconoscendo il diritto di essere italiani a chi nasce nel nostro Paese

Oggi presso la Commissione Affari Costituzionali si sono tenute le audizioni informali delle Organizzazioni Sindacali su immigrazione nell’ambito dell’esame della proposta di Legge di iniziativa popolare, per la promozione del regolare soggiorno dell’inclusione sociale dei cittadini immigrati.

Come Fim Cisl, pensiamo e crediamo che si debba lavorare attraverso un processo integrativo partendo da alcuni paesi, con la sperimentazione del permesso di soggiorno per la ricerca di lavoro, attraverso una sinergia che includa  pubblico ed il privato – garantendone la sostenibilità sociale. Solo in questo modo si può incrociare in maniera coerente e utile  lavoro e offerta evitando abusi e zone grigie. Bisogna avere il coraggio di dire  che oggi molti sono i cittadini immigrati fuori dalla rete sociale, e questo è un problema in termini di sostenibilità e strumentalizzazione politica.  In particolar modo questo per le donne, anello  importante del nucleo familiare, sul quale ci dobbiamo tutti impegnare, per coinvolgerle e rendere attive nel processo d’integrazione. Per questo occorre investire maggiori risorse nell’integrazione.  In primo luogo potenziando l’insegnamento della lingua italiana ma anche della nostra Costituzione.

C’è poi il tema dei cittadini  immigrati, ma residenti strutturalmente nel nostro Paese, attivi anche nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro con titoli di studio e competenze trasversali, che a causa di una mancanza di riconosciemnto del titolo di studio non sono valorizzati ne riconosciuti per le loro competenze.

Nell’ultimo periodo, anche a causa della strumentalizzazione politica,  ci siamo fatti travolgere dal tema dei nuovi sbarchi. Un tema che va affrontato in chiave Europea, i megatrend sull’immigrazione ci dicono che siamo davanti ad un tema epocale che non possiamo immaginare di risolvere da soli. Abbiamo però dimenticato che oggi in Italia abbiamo 5 milioni di cittadini immigrati da diverse parti del mondo che lavorano e vivono nel nostro Paese, con essi un  milione di figli, nati e cresciti in Italia,  che attendono il riconoscimento del diritto di essere cittadini italiani.  Sono ragazze e ragazzi che frequentano le nostre scuole che  consideriamo “stranieri”.  Dobbiamo fare un salto di qualità e riconoscere queste ragazze e ragazzi come cittadini italiani a tutti gli effetti. Ritorniamo ad investire sulla nostra umanità e sulle persone che amano questo Paese.

Roma, 3 marzo 2020

Ufficio Stampa nazionale Fim Cisl

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