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UNA LUCE CHE NON SI SPEGNE. RICORDO DI ALBINO MARCON

17 Marzo 2020

All’età di 92 anni Albino Marcon ci ha lasciati. Lavorava alla  Fervet di Castelfranco Veneto, un’azienda di riparazione e trasformazione di carri e carrozze ferroviarie, dalla quale era stato assunto all’età di 14.  Davanti alla fabbrica lo incontrai la prima volta nel 1962, 58 anni or sono, dove mi ero recato a distribuire dei volantini. Albino era il rappresentante della FIM-CISL in azienda e componente della Commissione Interna,  ed io ero il giovane segretario provinciale della FIM da un anno approdato alla CISL di Treviso. Albino era molto attivo e disponibile: per riunioni, scioperi, picchetti, manifestazioni, formazione sindacale, si poteva sempre contare su di lui. Conservo di lui un ricordo vivo, di stima e amicizia, per la sua grande umanità, la sua generosità e disponibilità. ALBINO Fece parte di quella generazione di militanti che ispiravano il proprio impegno ai valori della democrazia, della gratuità  e della solidarietà e su quelle basi  costruirono si costruì il sindacato nuovo in Italia, partendo dalle fabbriche e nei territori dove lavoravano. Non a caso, Albino, nel marzo del 1944, a 17 anni aveva partecipato agli scioperi contro il nazifascismo.

Conservo un ricordo vivo per tutte le cose buone e importanti che abbiamo fatto assieme con la FIM-CISL, per i lavoratori, per il bene comune, e per l’esemplare testimonianza cristiana della sua vita. L’impegno di Albino non si esauriva certo nel solo sindacato, del quale è sempre rimasto un attivo militante. Era nello stesso tempo impegnato nell’associazionismo cattolico e particolarmente nel Volontariato vincenziano. Fu anche donatore di sangue, per 30 anni e con 100 donazione. Per questo ricevette una medaglia di riconoscimento.

Con Albino Marcon c’era una comunanza di ideali, di quelli che orientano la vita   e danno forza nei momenti difficili e bui.

 Per questo il suo ricordo è ancora così vivo e la sua scomparsa suscita in me una profonda  commozione. Per questo sento il bisogno di esprimere la mia partecipazione e vicinanza alla famiglia di Albino, alla moglie Luisa, alla figlia Emilia e ai figli Ettore e Luca e ringraziarli per le opere e la testimonianza di tutta la sua vita che era anche la loro vita.

Il suo ricordo possa essere un esempio per i giovani, per i nuovi cittadini ad essere disponibili alle responsabilità, a non  aver paura delle difficoltà, a non rassegnarsi mai, a riconoscersi nella testimonianza di questi uomini umili, semplici, che col loro impegno generoso e gratuito hanno reso concreta la democrazia, il riconoscimento della dignità di ogni persona e dato credito alla speranza…..

Franco Bentivogli

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