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Previdenza Complementare: dati fondi positivi, ma serve maggiore consapevolezza della necessità di avere una previdenza complementare diffusa

10 Settembre 2020

Comunicato Stampa

Roma, 9 settembre 2020

Dichiarazione del Segretario Nazionale Fim Cisl Massimiliano Nobis

Previdenza Complementare: dati fondi positivi, ma serve maggiore consapevolezza della necessità di avere una previdenza complementare diffusa

Si è chiusa la due giorni di presentazione del VII° Report Annuale “Investitori istituzionali italiani: iscritti, risorse e gestori per l’anno 2019”, elaborato dal centro studi di Itinerari Previdenziali.

Come FIM consideriamo positivamente i dati che sono stati illustrati sulla gestione finanziaria. Rimaniamo comunque allarmati in prospettiva rispetto alla tenuta sociale che la bassa percentuale di adesione al sistema dei Fondi pensione negoziali e – in particolare nel settore metalmeccanico – potrebbe innescare. Oggi meno del 35% dei lavoratori scelgono di iscriversi al Fondo di riferimento previsto dalla Contrattazione Collettiva. Occorre per questo intervenire con urgenza sia contrattualmente, sia con una legislazione di supporto particolarmente sensibile alle necessità dei giovani permettendo loro di valorizzare la posizione pensionistica complementare anche durante esperienze occupazionali non continuativi.

Contemporaneamente sarebbe necessario, da subito, una campagna di sensibilizzazione sul tema, anche sulla scorta del 2007 quando fu sperimentato il semestre del silenzio assenso sulla destinazione del TFR ai fondi pensione negoziali.

I dati evidenziano che i Fondi Pensioni negoziali hanno svolto un grande lavoro di tutela delle risorse dei lavoratori rispondendo alla loro missione sociale di sostegno ai lavoratori durante la fase di accumulo delle risorse e nella realizzazione di una pensione complementare necessaria per il futuro di ciascun di essi. Ma il tema della scarsa adesione, soprattutto tra i lavoratori più giovani deve coinvolgere tutti.

Ricominciare a parlare di previdenza complementare ai lavoratori, far riflettere i giovani sulle opportunità e i vantaggi che stanno perdendo se non aderiscono e far comprendere il grande ruolo di coesione sociale che questo strumento può svolgere è fondamentale per il futuro previdenziale di milioni di cittadini”.

Le pensioni del futuro saranno in grado di garantire in media il 55% dell’ultima retribuzione percepita in un contesto ove si è progressivamente allungata l’età pensionabile. I nodi arriveranno al pettine fra qualche decina d’anni, quando andranno in pensione i primi lavoratori a cui si applicherà il contributivo puro, soprattutto i giovani lavoratori. La previdenza complementare negoziale è la soluzione migliore per colmare il gap tra stipendio e pensione, consentendo a ciascun lavoratore di tutelare il proprio stile di vita conquistato attraverso il lavoro.

Ufficio Stampa Fim Cisl

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