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La modalità agile al tavolo delle tute blu. Al via una survey online – Il progetto della Fim Cisl

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Il Sole 24 Ore,  19 maggio 2021

Sono oltre 500 mila i metalmeccanici che in questa fase di pandemia lavorano completamente o parzialmente con modalità agile. In un settore in cui oramai i “colletti bianchi” hanno superato numericamente gli operai (sono 11 51% tra i circa i, 6 milioni di lavoratori), il lavoro da remoto è stato utilizzato in percentuali molto alte nelle società informatiche, di ingegneria e progettazione, ma è assai diffuso anche tra impiegati, tecnici e amministrativi. In vista del confronto al tavolo di attuazione del Cali dei metalmeccanici in tema di smart working (la prossima riunione è fissata per 18 giugno), la Fim-Cisl ha promosso un’indagine in formato digitale in collaborazione con Adapt e Università Cattolica di Milano per conoscere attraverso un questionario online, del tutto anonimo, le reali condizioni dei metalmeccanici che lavorano da remoto. «Questa iniziativa ci aiuterà a tarare al meglio le nostre politiche contrattuali sul lavoro agile. – spiega il leader della Fim, Roberto Benaglia -. 

Vogliamo creare un modello sostenibile e duraturo, bisogna uscire al più presto dalla gestione emergenziale che finirà 11 30 settembre, per dare spazio alla contrattazione. Crediamo che il contratto nazionale debba disciplinare alcuni elementi di fondo e comuni a tutti, come ad esempio le tutele, lasciando alla contrattazione di secondo livello la possibilità di entrare nel merito delle singole voci, come la flessibilità oraria». Le domande del questionario online riguardano diversi aspetti organizzativi: come sono organizzati i giorni di lavoro in modalità agile, come viene garantito in azienda il diritto alla disconnessione, il rispetto o meno delle n ore di riposo tra la fine e l’inizio di due giornate di lavoro, se la azienda ha fornito strumenti tecnologici o installato software di controllo nei device utilizzati. E ancora, vengono richieste informazioni sul numero e l’età dei figli, se il lavoratore ha ricevuto dei corsi di formazione in materia di salute e sicurezza in modalità agile, se ha ottenuto benefit aziendali. «Non si tratta di un tradizionale questionario, dal momento che la compilazione restituisce la reale condizione del lavoratore – aggiunge Benaglia -. In base alle risposte alla fine una sorta di semaforo, di colore verde, arancione o rosso dirà se il lavoro agile è a norma, se lo è solo in parte, o se presenta problemi».