Informa Contratto N° 11 – Professionalità e partecipazione bisogna osare di più. Su salario Federmeccanica rimuova posizioni di chiusura o mobilitazione

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Su professionalità e partecipazione bisogna osare di più.

Sul salario se Federmeccanica non rimuove la sua posizione di chiusura sarà mobilitazione 

Roma, 09 marzo 2016 

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Nella giornata di oggi presso Confindustria di Roma si è svolto l’undicesimo incontro per il rinnovo del contratto nazionale. All’ordine del giorno l’esame dei testi rispetto a:  partecipazione,  sistema di relazioni industriali, inquadramento professionale, orario di lavoro, smart-working e  tutele per  i lavoratori migranti.

Sul tema della partecipazione e delle nuove relazioni industriali a tutti i livelli, da quello aziendale a quello nazionale, ci è stato proposto una sistematizzazione e semplificazione del sistema di relazioni sindacali presente nell’attuale contratto. E’ stata accolta la nostra proposta di costituire un comitato di consultazione nelle aziende di grandi dimensioni. Conveniamo sulla necessità di semplificare e rendere efficace le norme sulla partecipazione, ma dobbiamo completare il sistema di analisi, d’informazione e di confronto, definendo anche la possibilità di elaborare proposte e soluzioni condivise. C’è per noi la necessità di superare la stagione degli osservatori; anche a livello territoriale, la chiusura sulla contrattazione di prossimità su ambiti territoriale è per noi  anacronistica. Servono nuovi spazi dove oltre che condividere le problematiche si costruiscano soluzioni riattivando le relazioni industriali decentrate.

Questa modalità, si rende necessaria anche per elaborare proposte da presentare alle istituzioni del nostro Paese, per il rilancio di una nuova politica industriale, che punti al  miglioramento della produttività del settore e per sviluppare moderne politiche attive sul mercato del lavoro.  Specie nelle grandi aziende, bisogna osare di più sulla governance d’impresa, in quelle medio-piccole occorre applicare lo standard minimo previsto dalle direttive europee per le imprese sopra i 50 dipendenti.

Sui temi della prevenzione e della sicurezza, occorre individuare elementi di coinvolgimento e di partecipazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti.

La proposta di Federmeccanica su un nuovo sistema d’inquadramento professionale rappresenta un buon punto di partenza. E’ positivo l’aggiornamento dei vari profili professionali, ma non ancora sufficiente, per considerarla una vera e propria riforma rispetto alla vecchia classificazione delle categorie.

Bisogna intervenire contemporaneamente sull’architettura del nuovo sistema con la definizione delle fasce, predisponendo anche la formulazione di una proposta necessaria per modificare e facilitarne l’applicazione soprattutto nelle piccole e medie aziende.

Su orari di lavoro, permane una grande contraddizione nella posizione di Federmeccanica, da un lato si apre positivamente su linee guida sullo smart-working e verso una migliore conciliazione di vita e lavoro, mentre dall’altro si chiede la riduzione dei permessi retribuiti (PAR) e la loro monetizzazione in una logica di lavoro e di produttività pre-fordista.

In queste ore, con le altre organizzazioni sindacali stiamo verificando gli spazi per costruire una valutazione comune del negoziato ed elaborare una nostra impostazione sul salario di garanzia, diversa dal modello proposto da Federmeccanica da verificare a valle dell’incontro del 15 marzo, sulla base delle nostre proposte per aprire una fase nuova che metta da  parte le inutili chiusure.

In caso contrario sarà necessario avviare la mobilitazione dei lavoratori affinché Federmeccanica si muova dalla posizione sul salario illustrata lo scorso 22 dicembre.

Per la Fim la possibile ricomposizione unitaria dovrà servire ad essere più forti per fare il contratto e non per difendersi e arroccarsi;  vi sono ancora troppi episodi d’intolleranza e violenza nelle fabbriche per la libera espressione di posizioni diverse. Serve un codice comportamentale delle organizzazioni affinché diventi patrimonio comune il pluralismo e la condanna della violenza, in qualsiasi forma, nelle fabbriche e nei rapporti tra le organizzazioni. L’unità tra i vertici sindacali deve esserci anche nel rispetto, tra delegati nelle fabbriche, altrimenti è una finta e non ci interessa.

Il prossimo incontro di venerdì 11 marzo alle ore 9.30 affronterà il tema del salario.

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