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Uliano, Metalmeccanici Piccola Industria: richiesto aumenti del +8% salario, da 1,6% al 2% la previdenza integrativa e l’esigibilità della contrattazione decentrata.

5 Settembre 2019

Comunicato Stampa

Dichiarazione di Ferdinando Uliano segretario nazionale Fim Cisl

Metalmeccanici Piccola Industria: richiesto aumenti del +8% salario, da 1,6% al 2% la previdenza integrativa e l’esigibilità della contrattazione decentrata.

I contratti nazionali dei metalmeccanici delle PMI rappresentano lo strumento necessario e indispensabile di miglioramento delle condizioni di vita e di milioni di lavoratori e delle loro famiglie.

Nelle piccole e medie industrie ci sono parecchie difficoltà per la loro classe dimensionale ad avere la contrattazione decentrata, aziendale e/o territoriale, pertanto rinnovare il contratto nazionale rappresenta spesso l’unico strumento per migliorare le condizioni salariali e normative per i lavoratori.

La FIM-CISL e la UILM-UIL hanno elaborato la loro piattaforma di richieste per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici delle PMI di Confimi Industria che riguarda oltre 80.000 lavoratori metalmeccanici. Il contratto è scaduto il 31 maggio 2019, abbiamo presentato richieste importanti per il triennio 2019-2022 di incrementi salariali pari all’8%, un irrobustimento della previdenza integrativa con incrementi dal 1,6% al 2%, una tutela maggiore della sanità integrativa con una copertura nazionale. Il contratto presenta poi una serie di miglioramenti sugli orari e sulla formazione professionale indispensabile per dare risposte fondamentali sul rafforzamento delle competenze e sul loro riconoscimento poi professionale e salariale. Per noi poi è fondamentale per queste realtà ottenere l’esigibilità della contrattazione decentrata, sia essa aziendale o territoriale. Non è possibile che la produttività creata in questi anni non sia stata in parte distribuita ai lavoratori attraverso i premi di risultato. Nell’ultimo contratto abbiamo ottenuto la contrattazione territoriale come opzione per le piccole realtà, ma da parte delle piccole industrie metalmeccaniche questo è stato disatteso. Per questo chiediamo la certezza della contrattazione aziendale e territoriale e in mancanza il pagamento comunque di una quota di 700€ per i lavoratori per la mancata contrattazione.

Nei prossimi giorni si svolgeranno le assemblee e la consultazione dei lavoratori entro il 30 settembre. Il primo incontro è già fissato per il 2 ottobre.

Roma, 9 settembre 2019 Ufficio Stampa Fim Cisl

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