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Acc-Ex Embraco: la Fim-Cisl si aspetta dal Presidente Draghi e dal Ministro Giorgetti, discontinuità col passato. Subito costituzione Italcomp e intervento delle banche

22 Febbraio 2021

Comunicato Stampa

Roma, 22 Febbraio 2021

Dichiarazione del Segretario Nazionale Fim Cisl Massimiliano Nobis

Acc-Ex Embraco: la Fim-Cisl si aspetta dal Presidente Draghi e dal Ministro Giorgetti, discontinuità col passato. Subito costituzione Italcomp e intervento delle banche

Si è tenuto oggi l’incontro con i dirigenti sindacali della Fim Cisl di Belluno e Treviso, nel quale è stato presentato il rinnovo del Contratto nazionale dei metalmeccanici firmato lo scorso 5 febbraio e a cui ha preso parte il Segretario Nazionale Fim Cisl Massimiliano Nobis.

In merito alla vertenza Acc-Ex Embraco ci aspettiamo un radicale cambio di passo dal Governo Draghi sulla capacità di dare risposte celeri ad una vertenza che può essere risolta con una ferma volontà politica.

L’Acc è dall’inizio dell’anno che attende il via libera dalle banche per il finanziamento della liquidità necessaria a pagare gli stipendi ai 350 dipendenti e ai fornitori già dal prossimo mese. L’azione intrapresa dal Commissario Castro, con il coinvolgimento della Rsu aziendale, ha permesso di ridare fiato all’attività industriale e raccogliere ordini per un valore di €2,5 milioni di compressori.

Questa ripresa permette di sostenere il progetto del polo italiano dei compressori che coinvolgerebbe anche i 400 lavoratori dell’Ex Embraco di riva di Chieri, che proprio in questi giorni hanno ricevuto la lettera di licenziamento dal curatore fallimentare.

Chiediamo con urgenza al Ministro Giorgetti l’apertura della procedura per la costituzione della società ItalComp, il cui progetto è stato sostenuto dalla Sottosegretaria al Mise Alessandra Todde e dalle Regioni Veneto e Piemonte, dall’altra l’intervento del Premier Draghi nei confronti di Unicredit, Intesa San Paolo e Ifis per valutare il prestito ad Acc, coperto a garanzia con l’intervento di Sace, che permetta di evadere i 2,5 milioni di compressori e sostenere l’inizio della nuova società ItalComp.

Il fattore tempo sta esaurendosi e il timore di non vedere realizzato un progetto, che fino a pochi giorni fa era dato per sicuro dal Mise e da molti parlamentare veneti e piemontesi della maggioranza del governo Conte, è drammaticamente concreta.

La reindustrializzazione del compressore potrebbe anche diventare traino per il reshoring di altri prodotti della componentistica dell’elettrodomestico, che in questi giorni non riesce a evadere gli ordini per mancanza di numerosi pezzi prodotti in Cina e nell’est Europa. Il recupero e il rilancio industriale–occupazionale di Acc-Embraco rappresenterebbe un esempio concreto di politiche attive per 700 lavoratori, nonché giusto vaccino contro il virus della sfiducia che comincia a crescere nel paese sul recupero economico post pandemia.

Ufficio Stampa Fim Cisl

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