FIM-CISL: Stellantis produzione I° semestre 2026 a 252.223 veicoli (+13,7%). Volumi in ripresa rispetto al 2025. In aumento le auto (+27,7%) trainate dalle nuove produzioni. Grave la situazione dello stabilimento di Cassino (-36,2%). Previsione 2026 appena sopra i 500 mila veicoli.
Comunicato Stampa
Dichiarazione del Segretario Generale Fim-Cisl Ferdinando Uliano
FIM-CISL: Stellantis produzione I° semestre 2026 a 252.223 veicoli (+13,7%). Volumi in ripresa rispetto al 2025. In aumento le auto (+27,7%) trainate dalle nuove produzioni.
Grave la situazione dello stabilimento di Cassino (-36,2%).
Previsione 2026 appena sopra i 500 mila veicoli.
- Situazione produzione STELLANTIS Italy I° semestre 2026
I dati relativi alla produzione nei primi 6 mesi del 2026 evidenziano una ripresa rispetto all’anno nero registrato nel 2025, con un incremento complessivo del +13,7%.
Nel dettaglio, nel 1° semestre sono state prodotte 252.223 unità tra autovetture e veicoli commerciali, rispetto alle 221.885 unità dello stesso periodo del 2025.
La produzione di autovetture registra un aumento del +27,7%, raggiungendo 158.193 unità, mentre quella dei veicoli commerciali segna una leggera flessione del -4%, attestandosi comunque su un buon livello di volumi pari a 94.030 unità.
Tutti gli stabilimenti auto evidenziano un miglioramento ad eccezione dello stabilimento di Cassino. La situazione nel sito laziale si sta sempre più aggravando con un’ulteriore perdita del 36,2%.
Le nuove produzioni di Jeep Compass a Melfi e la 500 ibrida a Mirafiori, hanno determinato la crescita produttiva, recuperando le perdite registrate nel 2025, senza tuttavia permettere il ritorno ai volumi degli anni precedenti, né a quelli del 2024.
Pertanto le crescite più significative riguardano gli stabilimenti di assemblaggio auto di Mirafiori (+135,4%), Melfi (+88,4%). Discorso a parte per Modena, per il quale la crescita consistente è determinata dal trasferimento a fine 2025 delle produzioni di Maserati GC e GT provenienti da Torino. Lo stabilimento di Pomigliano d’Arco di fatto mantiene gli stessi volumi del 2025, mentre Cassino perde 1/3 della produzione già molto bassa del 2025.
Lo stabilimento di veicoli commerciali di Atessa (Abruzzo), pur rimanendo quello con i maggiori volumi produttivi (circa 94.020 unità, pari al 37,3% della produzione italiana), registra una flessione del -4% rispetto al primo semestre del 2025, recuperando ulteriormente rispetto al 1°trimestre 2026, questo a causa all’adeguamento della capacità produttiva della nuova verniciatura.
La ripresa dei volumi rappresenta un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi due anni negativi durante i quali le produzioni si sono quasi dimezzate rispetto al 2023. Siamo però lontani dall’obiettivo dichiarato nei tavoli ministeriali di raggiungere 1 milione di veicoli. L’utilizzo degli ammortizzatori sociali nel primo semestre è calato di circa il 30% per effetto dei nuovi lanci di produzione e per una flessione dell’occupazione.
Il 2026 dovrebbe beneficiare della produzione per l’intero anno della 500 ibrida, della nuova Jeep Compass e della DS8. Nel corso dell’anno si aggiungeranno anche le nuove produzioni di DS7 e Lancia Gamma. È prevedibile che il livello produttivo del 2026 sarà superiore a quello del 2025, attestandosi intorno ai 500 mila veicoli complessivi con le auto sopra le 300 mila; tuttavia, un eventuale avvicinamento ai volumi del 2023 dipenderà in larga misura dalla tenuta dei modelli già presenti negli stabilimenti e dal riscontro dei nuovi modelli sul mercato. Resta inoltre motivo di preoccupazione il quadro economico internazionale.
Sul piano occupazionale per il 2026, ad esclusione dello stabilimento di Cassino e Pomigliano, si prevede un calo dell’uso degli ammortizzatori sociali e in determinati contesti, anche qualche incremento dell’occupazione attraverso nuove assunzioni.
- Il piano industriale di STELLANTIS
Il piano illustrato da Stellantis rappresenta certamente un passo in avanti rispetto all’epoca Tavares, ma restano ancora aperte questioni fondamentali per garantire la sicurezza occupazionale e le prospettive dello stabilimento di Cassino, strettamente legate alla definizione dei piani industriali per Maserati e Alfa Romeo, di Termoli oltre che al rafforzamento di Mirafiori.
Vista la situazione in Europa, sono certamente positivi gli impegni verso l’Italia ovvero: la crescita dei volumi produttivi; nessuno stabilimento è a rischio di chiusura; l’impegno a saturare le attuali produzioni al 80%; i 5 miliardi di investimenti in ricerca e sviluppo nel periodo 2026-2030; le circa 300 assunzioni nelle aree di ingegneria nel biennio 2025-2026.
Le novità più importanti sugli stabilimenti sono state rappresentate dalle tre nuove vetture e-car di Pomigliano (due entro il 2028), il nuovo C-Suv Alfa Romeo a Melfi (entro il 2028), il nuovo Maserati Grecale nel 2027, l’investimento di 1 miliardo di euro per il LCV large. Nell’incontro sindacale ci aspettavamo risposte più concrete su Cassino e i progetti Maserati e Alfa Romeo. Il rinvio anche di pochi mesi pesa tantissimo in una situazione di bassissimi livelli produttivi. L’unica novità è la nuova Grecale entro il 2027, importante ma non sufficiente. E’ necessario garantire prospettive di medio-lungo periodo e individuare soluzioni immediate e nuove attività che consentano di sostenere l’occupazione e il futuro dello stabilimento.
Per Mirafiori abbiamo ribadito la necessità di non avere uno stabilimento monoprodotto, ma di affiancare un nuovo modello, mentre su Termoli abbiamo sottolineato la necessità di assegnare ulteriori attività produttive, alla produzione dell’eDCT e alla motorizzazione Euro 7 su GSE, e di considerare Termoli come luogo dove destinare la futura produzione di batterie, non appena risale la domanda di vetture elettriche.
- La crisi del settore automotive il ruolo dell’Unione Europea e del nostro Governo
La revisione del regolamento sulle emissioni rappresenta un primo segnale positivo, da semplificare e rafforzare rispetto all’obiettivo della neutralità tecnologica, che riteniamo fondamentale per il rilancio del settore e la sua sostenibilità sociale, senza vanificare gli investimenti già attuati sulle motorizzazioni elettriche. E’ necessario intervenire sul segmento dei LCV e sulle flotte aziendali, rafforzare la proposta sulla nuova categoria della e-car, rendere conveniente il rinnovamento del parco circolante, migliorare la normativa su “made in Europe”. La crisi dell’automotive non può essere affrontata esclusivamente con strumenti regolatori: serve un piano industriale europeo espansivo, sostenuto da debito comune e da un nuovo Fondo europeo con risorse comparabili al Next Generation EU, con adeguati incentivi e una strategia industriale.
l piano Europeo deve accompagnare la transizione garantendo sostenibilità ambientale, sociale e occupazionale. Per queste ragioni la FIM-CISL ha partecipato alla mobilitazione europea del 5 febbraio 2026 a Bruxelles ed è pronta a farlo nuovamente con maggiore determinazione.
Anche il governo italiano deve fare la propria parte, individuando risorse adeguate per sostenere e rilanciare l’intero comparto e la filiera dell’indotto, cambiando la logica che ha portato al taglio del Fondo del settore dell’auto. È inoltre urgente, intervenire sul costo dell’energia, già elevato per le imprese italiane rispetto ai principali Paesi europei.
E’ inoltre indispensabile continuare a garantire l’utilizzo degli ammortizzatori sociali negli stabilimenti e nell’indotto, accompagnandoli con politiche formative per rafforzare le competenze, al fine di evitare qualsiasi ipotesi di licenziamento.
Situazione negli Stabilimenti delle Produzioni Finali
- Plant Polo Produttivo di Torino
Nel primo semestre 2026, a Mirafiori sono state prodotte 36.048 unità (+135,4%), rispetto alle 15.315 unità rilevate nel 2025. La totalità dei volumi dello stabilimento torinese, sono rappresentati dalle due versioni della nuova 500: full-electric e la ibrida. Il debutto produttivo della 500 ibrida rappresenta un risultato concreto delle azioni sindacali messe in campo e costituisce un elemento fondamentale per il mantenimento della missione produttiva di Mirafiori Questo passo ha permesso di invertire il trend negativo determinato dalla contrazione dei volumi della 500 elettrica. Grazie all’incremento della produzione, a febbraio sono state inserite 600 nuove risorse e da marzo 2026, è partito un secondo turno lavorativo, avviando così il graduale superamento della cassa integrazione. Monitoreremo con attenzione il target di Stellantis per il 2026, fissato a circa 100.000 vetture. Analizzando l’attuale produzione semestrale è difficile che venga raggiunto è più probabile che ci si attesti intorno alle 80.000 unità.
In base al piano Stellantis nel 2027, è previsto l’arrivo di una nuova 500 elettrica equipaggiata con batterie Stellantis, mentre nel 2030 debutterà la nuova generazione della 500e. Il Ceo di Stellantis ha comunicato che sarà una piattaforma multi-energy e avrà diverse forme e come se fossero più modelli.
Riteniamo che se tutto ciò non ha impatti sui volumi produttivi, sia indispensabile assegnare una seconda vettura a Mirafiori. Lo stabilimento di assemblaggio torinese non può infatti sostenersi basandosi su un unico modello.
Per l’assemblaggio di Mirafiori non è più in uso Il contratto di solidarietà dal 31 gennaio 2026.
Nell’unità produttiva “Preassembly & Logistic Unit” (ex mascherine) sono invece circa 200 i lavoratori coinvolti ancora nel contratto di solidarietà fino al 14 febbraio 2027.
- Plant Maserati Modena
L’impennata produttiva del 1° semestre dello stabilimento di Modena, con 475 unità prodotte rispetto alle 45 del 2025 è stata determinata dal trasferimento dell’assemblaggio delle Maserati GranTurismo e GranCabrio, che rappresentano circa l’88% della produzione complessiva.
Dall’inizio dell’anno l’ammortizzatore sociale è stato utilizzato per 11 giorni e non per tutti i reparti, dato l’esiguo utilizzo auspichiamo che non si faccia più ricordo al CDS. Il Gruppo ha annunciato per Modena il “Progetto Alta Gamma”, con il coinvolgimento della Motor Valley, finalizzato alla produzione di vetture di lusso ad alto contenuto tecnologico e artigianale.
Siamo in attesa di conoscere a dicembre il piano Maserati e capire se per Modena saranno previste altre assegnazioni, rafforzando la strategia produttiva e commerciale richiesta da tempo dalle organizzazioni sindacali.
- Plant di Cassino
Nel primo semestre 2026, la produzione a Cassino è crollata ulteriormente a 6.700 unità, segnando un pesante -36,2% rispetto al 2025. Un dato che evidenzia la drammaticità della situazione produttiva dello stabilimento. Nel dettaglio, sono state prodotte 4.125 unità tra Alfa Romeo Giulia e Stelvio, mentre la Maserati Grecale ha raggiunto le 2.575 unità. La condizione del sito produttivo e dell’intero indotto con questi numeri è diventata insostenibile.
Il 2025 si è chiuso con meno di 20.000 vetture prodotte e le stime per il 2026 indicano un ulteriore calo, fino a circa 13.000 unità. Le ricadute occupazionali sono gravissime. L’occupazione è oggi scesa a circa 2.130 addetti. L’attività produttiva è ridotta a poco più di 5-6 giorni lavorativi al mese, nei primi sei mesi si sono lavorate 39 giornate con circa 1.400 lavoratori presenti, mentre oltre 500 sono coinvolti in contratti di solidarietà. Le fermate collettive sono state 82.
Negli incontri di illustrazione del piano industriale di Stellantis, il gruppo ha confermato la produzione di una serie speciale degli attuali modelli Alfa Romeo Stelvio e Giulia che resteranno in produzione per tutto il 2027. A partire dal 2027 verrà prodotta la nuova Maserati Grecale. Hanno ribadito l’impegno a dare continuità allo stabilimento rilanciando i marchi Maserati e Alfa Romeo, che stanno lavorando con potenziali partner , ma hanno rinviato la comunicazione delle decisioni su Cassino entro fine anno. Se da una parte è positivo che il Gruppo si sia assunta la responsabilità di dare continuità produttiva allo stabilimento, è negativo il rinvio di qualche altro mese vista la gravità della situazione.
Quindi non abbiamo avuto conferme sulle due future Maserati annunciate (segmento E) e per il progetto su future Alfa Romeo (segmento D) come si svilupperanno e quali tempistiche.
Rimane il problema della necessità nell’immediato di portare nuove attività nella fase di preparazione che normalmente passa da 18-24 mesi dalla comunicazione ufficiale.
Mettere in sicurezza lo stabilimento, sia sotto il profilo occupazionale, sia in termini di prospettiva industriale, è la nostra priorità non più rinviabile. Un intervento in questa direzione deve poi produrre effetti positivi su tutto l’indotto e sull’intero territorio.
- Plant di Pomigliano
La metà della produzione di autovetture del gruppo Stellantis passa da Pomigliano, nel confronto con il primo semestre dell’anno precedente registra una produzione di 79.050 unità, in linea con quella dell’anno 2025.
La Panda, con 70.820 unità prodotte nel primo semestre 2026 è in crescita del +5% rispetto al 2025, mentre la produzione del SUV Alfa Romeo Tonale, pari a 8.230 unità segna una flessione del -18,6% rispetto alle 10.115 unità del 2025. Risulta invece ferma da un anno ormai, la produzione del SUV Dodge Hornet destinato al mercato nordamericano.
Nel sito, è attualmente attivo il contratto di solidarietà in deroga come ammortizzatore sociale. La media giornaliera dei lavoratori coinvolti in cassa integrazione è di circa 450 unità quando la produzione è attiva su tutti i modelli. Sulle linee Tonale/Hornet sono stati effettuati 47 giorni di CDS collettivo, con il coinvolgimento di circa 1.050 lavoratori per ciascun giorno di fermo produttivo. Per il modello Fiat Panda si registrano invece 19 giorni di CDS collettivo, durante i quali si ferma l’intero stabilimento, coinvolgendo tutti i 3.650 lavoratori.
Sul fronte del piano Stellantis, è stata confermata la produzione della “Pandina” fino al 2030, insieme all’introduzione della nuova versione con la possibilità di andare anche oltre.
La vera novità del piano è rappresentata dalla piattaforma e-car che verrà portata entro il 2028, dove verrà avviata la produzione di almeno due modelli e sicuramente potrebbe esserci un terzo.
Le e-Car sono auto piccole, elettriche ed ecologiche, tutte rigorosamente made in Europe per dare slancio e valore all’intera filiera produttiva. Le aspettative sono di numero di volumi elevati, tanto da sopperire ai volumi attualmente prodotti dal Tonale.
- Plant di Melfi
Con i nuovi modelli lanciati nel 2025 i volumi produttivi sono cresciuti, in particolare la nuova Jeep Compass ha determinato un significativo miglioramento del dato produttivo nel primo semestre rispetto all’anno precedente (+88,4%). In termini assoluti, la produzione si attesta a 35.920 unità, contro le 19.070 del 2025.
Siamo comunque lontani dai livelli produttivi del 2019, quando si superavano le 152.767 unità nel semestre. Il lancio della Jeep Compass, nelle versioni full electric e ibrida, conferma la nostra posizione ovvero, che l’assegnazione di modelli multi-energy genera un impatto positivo sui volumi: nel primo trimestre sono state prodotte circa 33.293 unità. Diverso è il caso dell’ammiraglia elettrica premium DS8 che, con 1.944 unità prodotte nello stesso periodo, si colloca in una nicchia orientata al lusso e all’alta tecnologia.
Nel secondo semestre 2026, con l’avvio della produzione della DS7 e successivamente il lancio della Lancia Gamma, entrambe multi-energy, cresceranno ulteriormente i volumi.
La nostra richiesta di assegnare allo stabilimento un ulteriore modello con maggiore capacità di generare volumi, rispetto agli attuali modelli DS, si è concretizzato nel piano Stellantis con l’arrivo di un nuovo modello Alfa Romeo entro il 2028. Confidiamo in una ricaduta occupazionale positiva, una riduzione del ricorso agli ammortizzatori e soprattutto un beneficio positivo nella componentistica dell’indotto.
Nel primo semestre si sono registrati 42 giorni di fermo collettivo, gestiti tramite Contratto di Solidarietà, per un totale di 80 turni persi. Nei restanti giorni lavorativi, l’utilizzo medio del CDS — in scadenza il 27 luglio 2026 — è stato pari al 40%, con il coinvolgimento di circa 1780 lavoratori al giorno.
La riduzione dei volumi degli ultimi anni ha già prodotto rilevanti conseguenze occupazionali: dal 2021 circa 2.800 lavoratori hanno lasciato l’azienda su base volontaria incentivata, riducendo l’organico a 4.440 unità. Attualmente, circa 320 lavoratori risultano in prestito presso altri stabilimenti del Gruppo.
È inoltre indispensabile continuare a fornire risposte industriali concrete all’indotto melfitano, oggi in forte difficoltà. Occorrono garanzie sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali e il riconoscimento di una priorità per le aziende locali nelle forniture, bene impegno gruppo su futuro modello Alfa Romeo, bisogna continuare in quella direzione. È fondamentale inoltre, che tutti i livelli istituzionali — nazionali e regionali — agiscano in modo coordinato per tutelare l’occupazione, sostenere le imprese nella transizione e attivare pienamente gli strumenti previsti dagli accordi di programma e dalle aree di crisi complessa, così da attrarre nuovi investimenti e offrire prospettive di sviluppo all’intero territorio.
- Plant di Atessa
Nel primo semestre del 2026 la produzione di veicoli commerciali ha raggiunto quota 94.030 unità (-4%), rispetto alle 97.980 unità registrate nel 2025. La flessione è riconducibile alla nuova situazione strutturale determinata dagli investimenti nel reparto di verniciatura.
Lo stabilimento di Atessa è il principale polo produttivo del nostro Paese, rappresentando più di un terzo delle unità prodotte dal gruppo Stellantis in Italia. Nello stabilimento vengono realizzati i veicoli commerciali del Gruppo, tra cui: Fiat Ducato, Peugeot Boxer, Citroën Jumper, Opel Movano / Vauxhall Movano e Toyota Proace Max.
Nei primi mesi dell’anno si è registrata una parziale riattivazione del terzo turno, accompagnata da un incremento della produzione giornaliera: elementi che fanno ben sperare in merito alla capacità di sviluppare maggiori volumi produttivi. Nel piano industriale di Stellantis è stata confermata l’importanza dello stabilimento abruzzese nella strategia del gruppo Stellantis. Nello specifico Stellantis poterà la prossima generazione di veicoli commerciali di grandi dimensioni. Continueranno gli investimenti innovati sui prodotti anche nelle versioni full electric. Solo ad Atessa verrà investito oltre 1 miliardo di euro nei prossimi 5 anni. Una scelta che garantirà il futuro dello stabilimento, confermando la centralità dell’Italia in un segmento cruciale come quello dei veicoli commerciali.
Ribadiamo l’importanza di rafforzare la capacità del reparto di verniciatura, al fine di riportare la capacità produttiva complessiva su livelli più elevati.
Dall’inizio dell’anno, il numero medio di lavoratori coinvolti in misure di solidarietà in scadenza a luglio 2026 si attesta intorno alle 200 unità. Auspichiamo che nei prossimi mesi questo numero possa progressivamente ridursi, fino ad arrivare, al suo completo azzeramento.
Ufficio Stampa FIM-CISL Nazionale Roma, 3 luglio 2026
In allegato:
- Scheda aggiornata attuale piano industriale Stellantis
- Scheda dati produttivi Stellantis Italia: 1° semestre dal 2019-2026 e annuale dal 2017-2025
Scheda attuale Piano industriale.
- Torino Manufacturing District
Polo produttivo di veicoli e componenti, dove l’azienda ha confermato l’intenzione di mantenere la sua valenza come centro di progettazione per l’elettrificazione e la sostenibilità e cuore progettuale dei marchi italiani.
– La Fiat 500e, viene prodotta dal settembre 2020 a Mirafiori. Entro il 2027 è previsto un potenziamento della batteria per abbassare i costi e aumentarne l’autonomia. La futura generazione della 500e prevista nel 2030 verrà prodotta nello stabilimento di Mirafiori.
La Fiat 500 ibrida è iniziata la produzione a novembre 2025, il gruppo ha stimato volumi per 100.000 unità nel 2026. Da marzo 2026 ci sono state 600 nuove assunzioni e la partenza del 2° turno;
– Mirafiori Components Plant (ex Meccanica) 500 operai producono storico cambio C514, montato su Pandina e 500 ibrida, aumento occupazionale di circa 100 unità a termine.
– La produzione del cambio e-DCT, è operativa a Torino dal febbraio 2024 in uno stabilimento avanzato dove si producono le trasmissioni elettrificate per la nuova generazione di modelli ibridi e PHEV. Ha una capacità installata di 600.000 trasmissioni elettrificate all’anno per supportare le esigenze complessive di Stellantis. Attualmente vi lavorano più di 800 persone;
– Il primo Circular Economy Hub (Hub per economia circolare) inaugurato nel 2023, mira ad allungare la vita di componenti e veicoli. Attualmente occupa circa 500 lavoratori;
– Il Battery Technology Center è stato inaugurato nel mese di settembre 2023, vengono effettuati i test prestazionali e la validazione dei componenti delle batterie per i veicoli elettrici di Stellantis durante le fasi di sviluppo e produzione;
– Per gli Enti Centrali, il Gruppo ha ribadito l’impegno a sviluppare le competenze su ricerca e innovazione, collegate in particolare e non solo alle produzioni negli stabilimenti italiani, aumentando la collaborazione con il Politecnico. Nel corso del 2025 l’azienda ha attuato un ricambio generazionale con l’assunzione di circa 140 giovani ingegneri (in parte nuove assunzioni e nuove stabilizzazioni), nel 2026 si prevede di raggiungere numeri analoghi. Si occuperanno dei progetti strategici, di digitalizzazione, di intelligenza artificiale, di elettrico. Va nella direzione giusta l’investimento in ricerca e sviluppo per 5 miliardi di euro previsto nel periodo 2026-2030.
– A Mirafiori da inizio 2025 c’è la sede Europea di Stellantis con circa 200 dipendenti, oltre alla sede globale di Pro One;
– Investimento sul Green Campus Mirafiori dove saranno accolti gli ingegneri, i tecnici e gli impiegati degli Enti Centrali. Entro il 2027 verrà completata la palazzina storica di Mirafiori. Intervento che interessa una superfice di 61.000 metri quadrati.
- Comau
A fine 2024 si è conclusa l’operazione che ha portato One Equity Partners a diventare l’azionista di maggioranza di Comau, mentre Stellantis mantiene una partecipazione di minoranza pari al 49,9%. In quella fase abbiamo coinvolto tutte le istituzioni locali e nazionali affinché fossero attivate tutte le azioni necessarie a tutelare l’occupazione e garantire le prospettive industriali dell’azienda. In tale contesto, il Governo ha esercitato i poteri previsti dalla normativa sul golden power.
L’azienda sta investendo nello sviluppo di business alternativi al settore automotive, con particolare attenzione ai comparti dell’elettrificazione e della general industry. Dopo l’acquisizione di Automha, nel mese di maggio 2026 Comau ha inoltre annunciato l’acquisizione di Invent, società brasiliana specializzata nell’intralogistica e nell’automazione di magazzino.
Dall’inizio del 2026 non sono stati utilizzati ammortizzatori sociali. Nell’ultimo incontro l’azienda ha comunicato che, a partire dal mese di luglio, saranno inseriti presso il Manufacturing di Comau Grugliasco 10 lavoratori somministrati con contratto a tempo determinato.
La decisione è legata al previsto incremento dei carichi di lavoro a partire dal mese di ottobre, in particolare in vista dell’avvio di un’importante produzione di robot, che richiederà un rafforzamento dell’organico di officina.
Come FIM valutiamo positivamente questa comunicazione, in quanto rappresenta un segnale concreto di crescita e di sviluppo delle attività produttive. Contestualmente, abbiamo chiesto all’azienda di valutare un percorso di stabilizzazione di questi lavoratori attraverso una successiva assunzione diretta in Comau, con l’obiettivo di favorire il necessario ricambio generazionale all’interno del Manufacturing, reparto che da tempo evidenzia l’esigenza di inserire nuove professionalità e competenze.
Permangono tuttavia alcune preoccupazioni riguardo al portafoglio ordini relativo ai nuovi progetti dello stabilimento di Comau Grugliasco, con particolare riferimento alle attività dell’Engineering e al personale impiegatizio.
Come organizzazioni sindacali continueremo a monitorare con attenzione l’attuazione del piano di sviluppo e di crescita di Comau, verificandone costantemente gli effetti sul piano industriale e occupazionale.
- Teksid
Sono circa mille i lavoratori presenti nella fonderia di Carmagnola: circa 580 i diretti Teksid, 102 sono in distacco da altri stabilimenti, 240 somministrati di cui 90 in staff leasing. Positiva la stabilizzazione in corso di 70 dei 90 staff leasing. Le produzioni sono tutte dedicate alla componentistica, testa cilindro e basamento, relativa ai motori endotermici. Rimane il Polo di eccellenza dell’alluminio del Gruppo con l’obiettivo di compensare le produzioni in fase di riduzione, con nuove produzioni di componentistica più leggera richiesta dalle trasformazioni in corso nelle autovetture elettriche.
- Verrone
Dal 2024 unico fornitore cambio dei veicoli commerciali prodotti ad Atessa e a Gliwice.
- Modena
Produzione e sviluppo delle varie versioni della Maserati MC20. E’ stato completato l’investimento sul progetto denominato “Fuoriserie”. Annunciato investimento su “progetto alta gamma” con Motor Valley. Da fine 2025 vengono assemblate GT e GC trasferite da Mirafiori.
- Cassino
Nel 1° semestre 2022 è partita la produzione della Maserati Grecale, nel 1° trimestre 2024 il lancio in produzione della versione elettrica Folgore. Nel corso del 2027 verrà lanciato il nuovo modello Maserati Grecale. Sempre in quell’anno verranno prodotte le serie speciali di Alfa Romeo Giulia e Stelvio. Le attuali versioni di Alfa Romeo rimarranno in produzione fino alla fine del 2027.
Rinviato entro il 2026 la definizione del piano industriale per i modelli Maserati (segmento EE) e per i modelli Alfa Romeo (segmento D). In corso confronto con un partner per mettere in sicurezza le produzioni premium di Maserati e Alfa Romeo.
- Pomigliano d’Arco
Sono in produzione dal 2° semestre 2022 l’Alfa Romeo Tonale e Hornet Dodge. Quest’ultimo è uscito di produzione nel 1° trimestre del 2025. E’ stato esteso il ciclo di vita della Pandina, con la nuova ibrida, almeno fino al 2030 con possibilità di continuare. Allo stabilimento di Pomigliano è stato assegnata la nuova piattaforma e-car, dove verranno prodotte entro il 2028 due e probabile tre nuovi modelli.
- Melfi
Dal primo trimestre del 2025 fino al 2026 verranno lanciati i nuovi modelli multibrand sulla piattaforma Stla medium. La novità che si faranno anche le versioni ibride su tutti i modelli, tranne per il primo (DS8) che è stato lanciato in produzione il primo trimestre 2025. La nuova Jeep Compass è entrata in produzione nel 4° trimestre 2025. Nel corso del 2025 si sono fermate le produzioni di 500x e Jeep Renegade. Entro il 2028 verrà prodotto un nuovo modello C-suv Alfa Romeo.
- Atessa
Lo stabilimento di Atessa è uno dei principali punti di produzione a livello mondiale di nuovi veicoli commerciali multienergy per i marchi Citroën, FIAT Professional, Opel, Peugeot, Vauxhall e Toyota nell’ambito dell’offensiva strategica Pro One per la divisione veicoli commerciali di Stellantis. Verrà sviluppata la nuova generazione dei large van dal 2027, con un investimento di 1 miliardo nei 5 anni.
- Termoli
La decisione di interrompere definitivamente l’investimento per la Gigafactory di Termoli, destinata alla produzione di batterie, rappresenta per noi un fatto negativo. La rinuncia a tale investimento rende necessario individuare una nuova prospettiva industriale e garantire la sicurezza occupazionale dei circa 1.800 lavoratori diretti dello stabilimento, oltre che dell’intero tessuto produttivo del territorio molisano. Nello stabilimento restano attualmente attive solo le linee dei motori a benzina GSE nelle versioni 1.0 e 1.5, il GME e il V6.
Nel Piano industriale il gruppo Stellanti ha deciso due interventi: Il nuovo cambio EDCT e l’assegnazione del nuovo motore GSE nella versione Euro 7. Abbiamo ribadito che occorre assegnare altre attività la l’assegnazione a Termoli, nel primo semestre 2026,
Il nuovo cambio EDCT, con una produzione prevista di circa 300.000 unità, viene stimato un impatto occupazionale tra i 250 e i 300 lavoratori.
Analogamente, l’assegnazione del nuovo motore GSE in versione Euro 7 è positiva, ma non risolutiva: essa consentirà di prolungare la produzione oltre il 2030. Abbiamo ribadito a Stellantis che non è sufficiente a compensare la perdita nei volumi produttivi nei motori.
E’ necessario che questo motore venga carrozzato su più marchi e piattaforme del Gruppo compresa la nuova STLA ONE. Ad oggi motorizzare la Pandina e la 500 ibrida non garantiscono né piena occupazione né continuità lavorativa. Anche perché dal primo semestre 2027 il motore GME verrà prodotto esclusivamente in America, con ulteriore perdita di volumi produttivi.
Abbiamo chiesto che vengano valutati due aspetti: l’assegnazione di nuove motorizzazioni e/o attività oltre comunque a considerare la possibilità di sviluppare in futuro, quando aumenta la domanda di elettrico, la produzione di batterie con altri soggetti industriali
- Pratola Serra
Nel 1° semestre 2026 i motori prodotti a Pratola Serra sono stati circa 276.000, di cui 80% circa per veicoli commerciali il rimanente 20% per auto. Non si ha nessun ammortizzatore sociale in atto. Lo stabilimento fornisce le motorizzazioni B 2.2 diesel Euro 6.4 al momento la versione più ecologica Diesel per tutti i veicoli commerciali del Gruppo, la missione produttiva più rilevante interessa il Ducato, ma sono previste le stesse motorizzazione per tutti i veicoli del gruppo Stellantis Pro One. Inoltre si produce per il mercato sud americano, date le nuove normative PL8.
Si Continua a produrre il 1.6 Multijet euro 6 Final anche se con numeri sempre più ridotti. Attualmente in aggiunta all’organico ci sono circa 110 trasfertisti da Termoli Cassino e Melfi ed inoltre hanno inserito in organico 40 giovani somministrati con contratto fino al 31 luglio.
In allegato scheda dati produttivi Stellantis Italia

