FINCANTIERI: riuniti coordinamenti Fim e Uil per verifica stato trattativa

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COMUNICATO SINDACALE

FIM -UILM

FINCANTIERI: VERIFICA STATO TRATTATIVA

Nelle giornate dell’1 e 2 ottobre si sono riuniti a Roma i Coordinamenti nazionali Fim e Uilm di Fincantieri per una verifica sullo stato della trattativa che, dopo quasi 10 mesi di confronto, ci ha portato a condividere solo il capitolo delle politiche industriali e delle strategie del Gruppo sia in ambito nazionale che internazionale.

Come Coordinamenti nazionali di Fim e Uilm avevamo ritenuto questo risultato un passaggio importante perché auspicavamo fosse finalmente l’avvio di un confronto vero e stringente.

Purtroppo non si è rivelato tale: l’azienda ha ribadito la sua richiesta sui PAR, comunicato che in assenza di condivisione sulla parte della politica industriale già affrontata e in presenza di pregiudiziali poste dalla FIOM, la trattativa non è in condizione di ripartire.

Pertanto a distanza di quasi due mesi dall’ultimo incontro, l’unica certezza che abbiamo sta nel fatto che i lavoratori di Fincantieri continuano a perdere importanti quantità economiche, per la mancata applicazione dell’accordo integrativo del 2009.

Non siamo disponibili ad un confronto fatto di pochi passi avanti e di continue fermate soprattutto quando questi sono dovuti da un lato, dalla volontà da parte di Fincantieri di voler mettere in discussione parte delle PAR del singolo lavoratore e dall’altro dal continuo gioco al massacro da parte di una organizzazione che ad oggi è ancora ferma su dichiarazioni demagogiche che non producono nulla se non perdite economiche per i lavoratori e continui ritardi nell’affrontare i problemi reali che ha questa Azienda.

Sembra la continuazione della “Strana Alleanza” che permette all’azienda di risparmiare sulle spalle dei lavoratori (oltre 20 mln€!!!) senza affrontare i veri problemi di produttività del sistema che come FIM e UILM abbiamo denunciato e alla FIOM di proseguire la sua campagna di proclamazione del “verbo” avendo bisogno di gente arrabbiata e affamata per sostenere il suo progetto politico.

Questa organizzazione per anni non si è presa alcuna responsabilità non firmando gli accordi che hanno salvato gli attuali cantieri (2011) preferendo la strada della demagogia ma contando sul fatto che FIM e UILM responsabilmente si sono assunte le responsabilità degli accordi.

L’azienda da par suo ha per lungo tempo sempre trovato il modo di accondiscenderli nei loro interessi “politici” che consistevano nel non sporcarsi le mani pubblicamente ma continuare a “gestire la quotidianità” mantenendo un’aurea di purezza ideologica e sostenendo che FIM e UILM vogliono gli accordi separati.

Ora che l’azienda comunica che non intende perseguire la strada degli accordi separati, sempre questa dai virtuali “nuovi balconi o pulpiti” proclama che l’azienda avrebbe schiaffeggiato le nostre organizzazioni impedendoci di perseguire strade separate. FALSITA’ COME SEMPRE.

 

FIM e UILM non hanno avviato questa trattativa con l’obiettivo dell’accordo separato differentemente da come dichiarato da chi da sempre cerca di schivare le proprie responsabilità.

FIM e UILM come sempre vogliono una trattativa di merito sui contenuti della piattaforma presentata per non far pagare ai i lavoratori il prezzo di queste distorsioni.

Abbiamo dato la disponibilità e volgiamo discutere di salario, salute e sicurezza, di appalti, di organizzazione del lavoro, di produttività, di qualità, di formazione e di partecipazione.

DENUNCIAMO pertanto che è incomprensibile e scandaloso che da un lato, le questioni legate alla competitività e al recupero dei costi del sistema paese debbano essere solamente a carico dei lavoratori del Gruppo mentre dall’altro, assistiamo ai riconoscimenti degli MBO ai Dirigenti con cifre molto più importanti di quello non pagate ai dipendenti.

Non sono forse anche loro dipendenti di un’Azienda che dovrebbe risparmiare sul costo nave per competere sui mercati internazionali?

CHIEDIAMO di riattivare, in tempi rapidi, un confronto con Fincantieri per definire un’equa distribuzione dei carichi di lavoro in tutti i siti e un Premio di Risultato di un importo almeno pari a 3708,98 euro (premio efficienza e premio di programma) con parametri che misurino il recupero di efficienza e qualità di area e/o reparto ed il raggiungimento dei risultati economici dell’Azienda (R.O.S.),

Inoltre RIVENDICHIAMO che, quanto ulteriormente decurtato ai singoli lavoratori del Gruppo (premio produttività di Area e Unità) pari a 68,95 euro per la decadenza dell’accordo del 2009 dovrà essere ristabilito retroattivamente a far data dal 1 aprile 2015.

A partire da questi temi chiediamo a Fincantieri l’apertura immediata del confronto.

Come Fim e Uilm metteremo in campo tutte le iniziative necessarie a costruire un PdR , per tutti i lavoratori del Gruppo, partendo dalle quantità economiche che l’Azienda ha tolto in maniera unilaterale, non applicando l’accordo del 1 aprile 2009.

Coinvolgeremo le massime istituzioni territoriali comunali e Regionali per informare e chiedere il loro sostegno per la ripresa della trattativa.

Costruiremo, per la ripresa della trattativa, un’iniziativa nazionale coinvolgendo i vari Ministeri interessati al tema della Cantieristica dal Ministero della Difesa (che ha assegnato importanti commesse a Fincantieri) al Ministero dello Sviluppo Economico, sino al Ministero del Tesoro (azionista di maggioranza del Gruppo).

Non è accettabile che migliaia di lavoratori restino ostaggio delle pregiudiziali reciproche di un’organizzazione sindacale e dell’azienda accomunate, seppur con obiettivi diversi, dalla volontà di non rinnovare il contratto di secondo livello togliendo salario e diritti ai lavoratori.

 

Roma, 2 ottobre 2015

Fim Uilm nazionali 

Coordinamenti nazionali Fim e Uilm

Fincantieri

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