Storia

Tracce di memoria – Video del regista Giovanni Panozzo, realizzato in occasione del 18° Congresso di Lecce 22-24 Maggio 2013 ripercorre attraverso le immagini gli anni della Fim.

 

La Fim-Cisl celebra il suo primo congresso a Genova nell’ ottobre 1951. È la data di nascita ufficiale, ma la Fim è già in vita dal 30 marzo 1950, quando a Milano due sindacati metalmeccanici democratici stipulano un accordo di unificazione sotto la sigla Fim (Federazione italiana metalmeccanici) e decidono di aderire alla confederazione Cisl, che si costituirà a Roma un mese dopo. Sono anni difficili. Con la Cisl la Fim si impegna ad affermare un modello di sindacato democratico, riformista, autonomo, laico e solidaristico.

Franco Volontè 1

Franco Volontè

Già negli anni Sessanta emerge come sindacato di avanguardia nella battaglia per la conquista di nuovi diritti e poteri sindacali nelle aziende. Aperta ai fermenti innovativi della fine di quel decennio, diventa punto di riferimento soprattutto per le nuove generazioni di lavoratori e aumenta considerevolmente i propri iscritti.

Agli inizi degli anni Settanta, la Fim è protagonista nella costruzione del sindacato unitario. Nel 1973 si costituisce infatti la Flm, Federazione dei lavoratori dei metalmeccanici, che unisce Fim, Fiom e Uilm.

I rapporti all’interno della struttura unitaria della Flm entrano in crisi negli anni Ottanta, soprattutto dopo l’accordo del 1984 sulla scala mobile, condiviso da Cisl, Uil e dalla minoranza socialista della Cgil, ma contrastato dalla maggioranza di quest’ultima confederazione. Da allora le tre organizzazioni dei metalmeccanici agiranno con sempre maggiore autonomia. Dal 1982 la Fim sviluppa un’autonoma attività formativa (con al centro il Romitorio di Amelia) e crea un proprio organo di stampa (Lettera Fim).

Negli anni Novanta matura nella Fim il modello di un sindacalismo partecipativo che si afferma e si diffonde nel decennio. La Fim sviluppa una forte autonomia sul piano della contrattazione, a livello sia aziendale che nazionale.

Con gli anni 2000 si inaspriscono i rapporti tra le confederazioni e ancor più tra i sindacati metalmeccanici. Tra il 2001 e il 2015 di sei contratti nazionali solo due sono formati anche dalla Fiom (l’ultimo nel 2008). Il conflitto tra Fim e Uilm da un lato e Fiom dall’altro raggiunge il massimo con la vicenda Fiat, nella quale Fim e Uilm negoziano positivamente con l’AD Marchionne. I fatti daranno ragione alla realistica coerenza sindacale dimostrata da Fim e Uilm contro lo sterile movimentismo antagonista della Fiom.