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Roberto Benaglia, Fim: ecco che cosa succederà ai metalmeccanici italiani

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di Aldo Agosti, 19 febbraio 2021 Industriaitaliana.it 

Intervista al leader degli operai della Cisl, successore di Marco Bentivogli. A tutto campo su Fca – Stellantis, nuovi contratti, recovery plan, governo Draghi, licenziamenti, futuro del lavoro

Come risollevare l’industria dalla peggior crisi dal 1945? Come ridare vigore al mondo metalmeccanico che già prima del Covid vedeva ridursi il suo potere negoziale? Il rinnovo del contratto nazionale è sicuramente la prima pietra di una ripresa che prima o poi dovrà arrivare. Ma non basta. Però, spiega Roberto Benaglia, leader della Fim-Cisl, in questa intervista a Industria Italiana, è lecito sperare. Basta solo azzeccare le mosse. Ma quali?

Le tute blu hanno le idee chiare: più industria 4.0, più formazione dei lavoratori e, soprattutto, più investimenti nelle competenze professionali. Anche per questo il Recovery Plan deve rappresentare quel salto di qualità che, almeno per il momento, non si è visto. E poi, un occhio vigile dello Stato sulle grandi partite industriali, a cominciare da Stellantis. Il punto di caduta è uno soltanto: il cambiamento non va temuto, ma cavalcato e se possibile governato.

D. Benaglia, il suo predecessore Marco Bentivogli aveva impostato una linea di forte accompagnamento delle trasformazioni che vanno sotto il cappello Industria 4.0, senza preoccupazione alcuna per l’impatto negativo che viene paventato sui posti di lavoro. Anzi, sostenendo che queste nuove tecnologie creano più lavoro e più qualificato. Che cosa ne pensa Lei?

R. La Fim ha sempre abbracciato l’innovazione tecnologica e contrattuale come fattori di crescita e miglioramento delle condizioni del lavoro e dei lavoratori. Marco da questo punto di vista è stato, un interprete della migliore tradizione Fim. Il cambiamento, l’innovazione fa parte della natura stessa del lavoro, direi dell’umanità. Industria 4.0 in questo senso è una grande opportunità per migliorare il lavoro e renderlo sostenibile. La grande sfida generazionale che abbiamo davanti è quella di capire, anticipare e gestire sul piano sociale queste trasformazioni che stanno avvenendo rispetto ad altre epoche, con grande velocità, evitando che ci siano persone che restino fuori o ai margini del lavoro e della società. Uno dei principali strumenti a disposizione del sindacato, per gestire questi cambiamenti epocali è la contrattazione, a cui però vanno affiancate politiche formative e del lavoro nuove, capaci di rispondere alle trasformazioni in atto, ma anche una burocrazia più snella, un sistema giudiziario che abbia tempi certi e veloci e un sistema di credito più vicino alle imprese, in particolare alle pmi. In una parola, serve un ecosistema 4.0 capace di trainare tutti verso le opportunità della trasformazione in atto senza creare sacche di marginalizzazione tra imprese, lavoratori, territori….continua a leggere su https://www.industriaitaliana.it/benaglia-fim-metalmeccanici-crisi-covid-industria-4-0/