La riunione del CdA OIL riafferma il diritto di sciopero.

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Dopo la pressione esercitata dai sindacati e la Giornata di Azione Globale del 18 febbraio 2015, il diritto di sciopero e’ stato riconosciuto dal Gruppo degli Imprenditori nell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL), dopo una riunione tripartita realizzata in Ginevra la scorsa settimana.

In una dichiarazione congiunta, i gruppi di imprenditori e di lavoratori riuniti all’OIL hanno riconosciuto il diritto allo sciopero.

Grazie a questa positiva fine del conflitto, si promuove una serie di proposte per porre fine alla fase stagnante che si e’ prodotta nell’OIL in conseguenza di una situazione che, dal 2012, era senza soluzione.
Adesso, le proposte saranno presentate a marzo all’organo di direzione dell’OIL per la loro approvazione.

Il Gruppo degli Imprenditori aveva messo in discussione il diritto di sciopero, in quanto non si cita espressamente nella Convenzione n.87 dell’OIL sulla libertà sindacale, nonostante da molti anni questo diritto era stato universalmente accettato dai governi, lavoratori e imprenditori.

In molti paesi si e’ in presenza di gravi casi di violazioni dei diritti dei lavoratori, che sono rimasti senza soluzione dovuto a questo contenzioso sul diritto di sciopero, sul quale il gruppo degli imprenditori non voleva cedere.

La dichiarazione congiunta (1) e’ stata firmata una settimana dopo la giornata di protesta mondiale in difesa del diritto di sciopero, realizzata il 18 febbraio dalle confederazioni sindacali. Sono state realizzate più di cento manifestazioni in 60 paesi, alcune di queste promosse dagli affiliati di IndustriALL Global Union. In Italia, l’unico sindacato a mobilitarsi e’ stata la Fim-Cisl con tre azioni davanti le sedi dell’Unione Industriali di Bergamo, Lecco e Varese, incontri e consegna di lettere a dirigenti di Confindustria e importanti imprese transnazionali, volantinaggi nelle fabbriche e presenza diffusa nei social network, Facebook e twitter.

Lo scopo della protesta era esercitare pressioni sui governi e gli imprenditori nell’ambito dell’OIL. In questo senso Cgil, Cisl, Uil e il Ministero del Lavoro del Governo Italiano hanno sottoscritto una dichiarazione comune. Significativamente il Consiglio di Amministrazione dell’OIL, che in precedenza era stato sempre diviso su questo tema, ha sostenuto il diritto di sciopero.

”Questo Consiglio di Amministrazione riconosce che il diritto di sciopero e’ vincolato alla libertà di sindacalizzazione, che per l’OIL e’ fondamentale come principio e diritto del lavoro. Il Consiglio di Amministrazione riconosce specificatamente che senza la protezione del diritto di sciopero, non si può esercitare pienamente e effettivamente la libertà di sindacalizzazione, in particolare il diritto di organizzare attività con il fine di promuovere e proteggere gli interessi dei lavoratori”.

Jyrki Raina, Segretario Generale di IndustriALL, ha manifestato la sua soddisfazione al riguardo:

“E’ un avanzo molto positivo il fatto che gli imprenditori abbiano riconosciuto il diritto di sciopero. I nostri affiliati meritano che gli sia riconosciuto il lavoro che hanno realizzato, lottando in difesa di questo diritto fondamentale. Tuttavia, la lotta non e’ terminata. Dobbiamo restare svegli, assicurandoci che gli imprenditori non tornino a mettere in discussione il diritto di sciopero”.

A cura dell’Ufficio Internazionale Fim-Cisl

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(1) ILO wcms_347266   documento congiunto OIL 23-25 febbraio 2015 (versione in italiano)